Continua a far discutere tra i magistrati l’operato di Nicola Corti, procuratore pubblico che lascerà la carica a fine mese. La Corte d'Assise criminale di Lugano, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha infatti “bocciato” un atto d’accusa stilato dal pp luganese nei riguardi di un 28enne brasiliano finito in manette nell’autunno dell’anno scorso a Paradiso. La notizia è stata resa nota mercoledì da Corriere del Ticino e Regione Ticino.
Contro l’uomo, trovato in possesso di una dozzina di sacchetti di cocaina, Corti elaborò una pena di 36 mesi, di cui 28 sospesi condizionalmente, che per Pagnamenta "sono una pena troppo mite" in quanto a suo avviso - in precedenti procedimenti dove i quantitativi di stupefacenti erano minori - vi erano state "pene integralmente da scontare".
Su tali basi la Corte ha rinviato il fascicolo al Ministero pubblico per stilare una nuova procedura preliminare, aggiornando il processo contro il brasiliano, definito dal magistrato "tutt’altro che collaborativo" e con un ruolo che "non era certo quello di un semplice trasportatore".
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