Sette anni di carcere. Questa la richiesta di pena della pubblica accusa nei confronti dell’uomo a processo da oggi, lunedì, davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano per infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti.
L’imputato, un cittadino turco domiciliato nella Confederazione, è stato rinviato a giudizio dopo essere stato fermato il 31 maggio scorso alla dogana di Chiasso-Brogeda con 16 chili di eroina celati sotto i sedili della sua automobile , immatricolata nel canton Zurigo.
Il quantitativo rinvenuto è uno dei maggiori sequestrati negli ultimi dieci anni in un valico autostradale ticinese. Il valore di mercato della droga si aggira attorno ai due milioni di franchi.
L’uomo ha confessato che avrebbe dovuto consegnare lo stupefacente ad un connazionale che gli aveva commissionato il trasporto dalla Turchia alla Svizzera. L’inchiesta seguita al suo arresto ha permesso agli inquirenti della Svizzera interna di sgominare un’importante organizzazione criminale, con l’arresto dei vertici e il sequestro di altri 30 chilogrammi di eroina.
L’accusato, incensurato e che aveva perso il lavoro, dice di aver accettato l’incarico per bisogno di denaro: a lavoro compiuto avrebbe ricevuto un compenso di circa 40'000 franchi. Il 35enne è anche accusato di ripetute vie di fatto, minacce e coazione nei confronti della moglie. Fatti avvenuti nei mesi precedenti al suo arresto.
La difesa, dal canto suo, ha chiesto alla Corte di tenere in considerazione diverse attenuanti, tra le quali l’incensuratezza, il fatto che l’uomo ha agito solo in qualità di corriere e che non voleva arricchirsi, nonché la collaborazione con gli inquirenti. La pena giusta, secondo l’avvocato del 35enne, è di 3 anni e mezzo, quattro al massimo.
La sentenza è attesa per domani in tarda mattinata.
CSI/Red.MM
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RSI Info 20.01.2014, 18:48



