Un approccio che privilegia restauri mirati alle demolizioni. Un aspetto tanto più significativo se pensiamo che qui, nel 1961, venne fatto brillare il “Castello di Trevano” e sul sedime liberato sorse la Scuola Tecnica Superiore di Trevano (confluita poi nella SUPSI e infine nel Centro Professionale Tecnico Lugano‑Trevano CPT). Ed è proprio all’ingresso di quella che fu la sontuosa dimora ottocentesca che il Quotidiano della RSI ha incontrato Giovanni Realini, capo della Sezione della logistica. A lui il compito di spiegare in cosa si concretizzerà il progetto che è stato selezionato nel 2023 per ridare valore a un parco ormai dimenticato e all’intero comprensorio scolastico.
“Il progetto presenta una riqualifica completa del comparto, suddividendola in tre isole”, esordisce il caposezione -. Una è quella della scuola media e delle infrastrutture sportive, con le palestre che verranno rifatte; poi c’è l’isola centrale dove c’è il CPT attuale che verrà ampliato inserendo l’ITS (Istituto della transizione e del sostegno); nella parte a sud recupereremo invece tutto il complesso che ospitava la SUPSI, risanando, ampliando e sopraelevando. Qui verrà realizzata anche una nuova piscina da 25 metri a 8 corsie che sostituirà quelle di Lugano Centro e dello stesso CPT di Trevano”.
Il verde dove ora c’è l’asfalto del parcheggio
Una ristrutturazione completa che, oltre alle sedi scolastiche attuali, accoglierà anche il Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (la CSIA), negli ex stabili della SUPSI. Come premesso la maggior parte degli edifici verrà valorizzata, evitando (per quanto è possibile) la demolizione. “Nella prima fase verranno demoliti due soli edifici, l’attuale centrale termica e lo stabile della prova dei materiali. Tutto il materiale verrà recuperato in un’ottica di sostenibilità. È in quest’area che sorgerà la piscina”, sottolinea Giovanni Realini.
A Trevano c’è anche la volontà di far rivivere quello che veniva definito, con le statue e le sue fontane, il parco più grandioso della regione dei laghi lombardi. L’odierno manto di asfalto verrà rimosso e il parcheggio diverrà sotterraneo: “Questo è un altro tema importante legato alla sostenibilità - spiega il capo della Logistica cantonale -. Eseguiremo una completa depavimentazione per lasciare spazio a una zona verde, con un viale di servizio e uno pedonale”.
I contenuti delle fasi successive
Il progetto, in una seconda fase, si concentrerà sul blocco della scuola media. “Un edificio degli anni ‘70 che era stato pensato per durare al massimo una ventina di anni. Anni che sono diventati quasi cinquanta”, afferma Realini. “Verrà completamente demolito e sostituito da un altro edificio. Sul sedime che occupa attualmente verranno costruite le infrastrutture sportive, una doppia e una tripla palestra, e i campi esterni”. Nella terza fase si interverrà sul blocco centrale.
L’inizio dei lavori è previsto per la fine del 2028, per il completamento dell’opera l’orizzonte è quello del 2036. Con i primi 12,6 milioni di franchi, approvati dal Gran Consiglio ticinese, verranno finanziati la progettazione della prima tappa, i relativi concorsi, incluso quello paesaggistico, e la preparazione della domanda di credito per l’intera costruzione.
L’intero investimento, di oltre 100 milioni di franchi, è inserito in un piano più ampio, strettamente legato, anche nelle tempistiche, al comparto scolastico di Lugano Centro.





