Stamane gli inquirenti sono tornati in via Chiesa. La scientifica ha completato i rilievi nel piccolo appartamento dove giovedì pomeriggio è scoppiata la lite, sulla quale sono emersi nuovi dettagli.
A scatenare il putiferio sarebbe stato un insulto rivolto dal 36enne all'ex-convivente. Il padre della giovane è intervenuto per redarguirlo e lui, in tutta risposta, ha brandito il manubrio del monopattino. Il primo a subire le ire dell’uomo è stato proprio l’anziano. Poi il 36enne italiano se l’è presa con la madre della sua ex-amica. L’ha colpita a più riprese, soprattutto alla testa e quando la figlia ha cercato di proteggerla, è rimasta a sua volta leggermente ferita a un braccio.
Un gesto compiuto d’impulso o un’aggressione premeditata? È quanto gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, stanno cercando di capire. Intanto la vita della 70enne napoletana resta appesa a un filo. La donna, ricoverata all’Ospedale Civico, è sempre in coma farmacologico. Meno gravi (ma comunque serie) le condizioni del marito, di 76 anni, che non ha ancora potuto lasciare il Beata Vergine di Mendrisio.
Francesco Lepori






