Dopo che la sua iniziativa popolare costituzionale "Prima i nostri" era stata bocciata in quanto "irricevibile", l’Unione democratica di centro ticinese non si arrende ed è a caccia di alleati per trovare il modo di rilanciarla e far applicare nel cantone il voto federale del 9 febbraio di un anno fa.
L’ex capogruppo Marco Chiesa ha dichiarato lunedì al Corriere del Ticino che nel corso della riunione della Commissione diritti politici prevista giovedì non lascerà “nulla di intentato” per riuscire nello scopo poiché per l’UDC la bocciatura “è pretestuosa e per nulla credibile”.
Chiesa ha rimarcato che il suo partito è pronto a rilanciare, nel caso , “una nuova iniziativa popolare”, il cui testo sarebbe già in fase di definizione. Intanto però il Governo ticinese non ha perso tempo, chiedendo infatti una valutazione super partes a un esperto svizzero-tedesco, compiendo una mossa che ha lasciato sì perplesso, ma non stupito, l’esponente democentrista.
Red. MM/EnCa






