Per il trentesimo anno di fila, le aule del corso di Comunicazione dell’Università della Svizzera Italiana accolgono nuovi studenti. Ai microfoni de Il Quotidiano - che nel primo giorno di lezioni di questo semestre ha raccolto le voci di numerosi nuovi iscritti - Anna, 19enne di Verbania, si dimostra stupita di frequentare un ateneo così longevo. D’altra parte, le matricole di oggi non erano ancora nate quando l’USI apriva le sue porte con l’anno accademico 1996-97.
Negli ultimi anni il numero di iscritti all’USI è stato in continua crescita. Poco meno di 3’000 nel 2020-21; lo scorso anno, se ne contavano 3’869. E la tendenza si riconferma: “Abbiamo circa un 5% in più di studenti che hanno fattore domanda per frequentare i nostri programmi”, dichiara il prorettore per la formazione e la vita universitaria Gabriele Balbi. La parte del leone la fanno sempre le facoltà storiche: Comunicazione, Economia e Architettura. Ma attirano anche i bachelor di Informatica e Data Dcience. E poi c’è il master in medicina, che continua a crescere e accoglie ormai una 70ina di studenti
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/EOC-e-USI-creano-un-nuovo-istituto-di-ricerca--2911827.html
Tra le novità, 6 nuovi professori di ruolo e due nuovi istituti: di architettura sostenibile a Mendrisio e di ricerca traslazionale a Bellinzona, in collaborazione con l’EOC. E in primavera si terrà un evento per festeggiare il 30esimo anno accademico riunendo a Lugano i primi laureati.









