Non una disgrazia, ma un delitto. Le due persone arrestate per il rogo di Brissago avrebbero ucciso il 30enne trovato morto nel suo appartamento il 3 ottobre scorso. Lo avrebbero colpito sia con una sedia, sia con un coltello. A confessarlo è stata la donna, difesa dall'avvocato Giorgia Gianoni-Maffei, che agli inquirenti ha spiegato d'aver inferto alla vittima una coltellata alla coscia. Sempre secondo la sua versione, smentita però dal presunto complice, l'uomo l'avrebbe invece colpito al torace. I due avrebbero poi appiccato il fuoco per cancellare ogni traccia.
Ancora da chiarire il movente. Ieri, intanto, il giudice dei provvedimenti coercitivi Claudia Solcà ha ordinato il loro arresto. Assassinio, incendio intenzionale, omissione di soccorso e turbamento della pace dei defunti le accuse a carico dei due giovani. L'inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Paolo Bordoli.
Francesco Lepori







