Il caso della PM Profile Metals di Lugano si appresta ad approdare in aula. Ieri il procuratore generale John Noseda ha rinviato a giudizio, con la formula del rito abbreviato, i titolari della società luganese, nel frattempo fallita. Tra il 2008 e il 2011 i tre fratelli italiani (due dei quali residenti in Ticino) hanno sottratto l’astronomica cifra di 21 milioni e 590mila franchi. Un raggiro colossale, compiuto ai danni di più banche.
Gli istituti di credito accordavano alla società, attiva nel settore siderurgico, le linee di credito necessarie all’acquisto delle materie prime da rivendere. La Profile Metals cedeva poi le fatture alle banche stesse, che incassavano così il denaro prestato alla SA. A un certo punto però, per soddisfare le condizioni più restrittive poste dagli istituti in questione, la ditta cominciò a falsificare i contratti, indicando debitori diversi da quelli effettivi. Risultato: un buco da quasi 22 milioni. Alla truffa si aggiungono poi i reati di bancarotta fraudolenta (per quasi 29 milioni), falsità in documenti e appropriazione indebita d’imposte alla fonte.
Contro i due principali imputati Noseda ha proposto una pena di 3 anni di carcere (9 mesi dei quali da espiare). Per il terzo fratello ha ritenuto invece adeguata una condanna a 2 anni, interamente sospesi. Il rinvio a giudizio è stato firmato ieri.
Francesco Lepori
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