L'Università della Svizzera italiana vuole lanciare un nuovo Istituto di medicina di famiglia in seno alla Facoltà di scienze biomediche, così come hanno fatto altri Atenei nella Confederazione, per dare un nuovo slancio a una professione che - nonostante la sua importanza - spesso viene trascurata.
Il master dura tre anni e l'obiettivo è aggiungere all'insegnamento della disciplina anche la visione e la cultura della medicina di famiglia, spiega Luca Gabutti, vice decano della facoltà di scienze biomediche. Sono previsti anche due blocchi di attività pratiche: uno in uno studio medico del territorio, e l'altro in uno studio di pediatria. Entrambi avranno la durata di due settimane.
L'obiettivo è estendere la formazione ai post-graduati e avviare anche una parte di ricerca. Ma non solo. "Lo scopo è anche quello di attirare giovani medici di altre regioni linguistiche della Svizzera per continuare coi loro studi, poi magari rimanere in Ticino per lavorare negli ospedali o avviare l'attività come medico di famiglia", afferma la consigliera agli Stati e medico, Marina Carobbio, che oggi ha partecipato alla giornata di presentazione del progetto organizzata dall'USI.
La volontà ora è quella di creare un gruppo operativo che nel giro di sei mesi possa giungere al termine del suo lavoro, in modo da poter partire a tutti gli effetti già dal prossimo anno accademico.






