Ticino e Grigioni

Una camminata di protesta per il libero accesso alle rive

Il sentiero fra Tenero-Contra e Minusio prossimo alla chiusura stagionale - Contro la legge, secondo i Giovani Verdi, mentre per i gestori dei camping la convenzione è in regola

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Un momento della manifestazione
03:09

Rive contese sul Verbano

Il Quotidiano 21.03.2026, 19:00

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Di: SEIDISERA - Luca Berti / pon 

“La legge parla chiaro: le rive devono essere di demanio pubblico e di libero accesso”: a dirlo è Alice Zimmermann, consigliera comunale di Tenero-Contra e organizzatrice della camminata collettiva organizzata sabato dai Giovani Verdi e dall’associazione “Rive pubbliche della Svizzera italiana” in occasione della chiusura del Sentiero delle Rive, prevista per la prossima settimana. Questo percorso fra Tenero-Contra e Minusio, lungo pochi chilometri, è accessibile infatti unicamente durante i mesi invernali. Nel resto dell’anno, la zona è a disposizione unicamente dei turisti che usufruiscono dei campeggi. Una prassi sancita da una convenzione del 2019, che però stride - sostengono gli organizzatori - con il diritto federale e cantonale.

Una situazione inaccettabile, secondo il centinaio di partecipanti alla manifestazione. “La nostra richiesta oggi è semplice ma indispensabile: vogliamo poter accedere al lago anche durante i mesi estivi. La popolazione della regione deve poter usufruire di queste spiagge, uniche nella zona. Non vogliamo togliere niente a nessuno ma solamente dare alla popolazione ciò che è della popolazione. I campeggiatori potranno in tutti i casi accedere senza problemi alle spiagge in questione, così come tutti i turisti (la stragrande maggioranza) che ricorrono ad altri tipi di alloggi”, ha spiegato Alice Zimmermann, citata in un comunicato.

Una petizione a sostegno di questa tesi è stata lanciata sulla piattaforma Campax e malgrado la rivendicazione abbia carattere locale, ha raccolto in poco più di una settimana oltre 1’000 firme.

Di parere opposto sono i gestori dei camping. Secondo uno di essi, Simone Patelli che presiede anche l’associazione ticinese di categoria, una risposta del Consiglio federale a un atto parlamentare chiarisce che le rive possono essere oggetto di regolamentazioni particolari, come nel caso locarnese. La soluzione in vigore sarebbe quindi valida e “parlare di illegalità è brutto”. Patelli ricorda anche che pulizia, manutenzione e sorveglianza spettano ai campeggi, “e sono costi importanti”. Perché non aprire le rive al pubblico tutto l’anno? “È come chiedere a un privato di aprire le porte di casa sua, del suo giardino, tutto l’anno”.

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