“I bambini sono da noi da oltre un anno. Dunque i legami si sono instaurati e noi siamo veramente preoccupati, perché abbiamo paura che questo forte cambiamento possa perturbarli. La nostra richiesta è di passare da famiglia SOS a famiglia permanente”. Sono parole di una madre di una famiglia SOS, dove l’urgenza temporanea si è protratta. Le ha raccolte il Quotidiano della RSI.
Sono 150 le famiglie affidatarie in Ticino. Accolgono 180 minori che hanno dovuto lasciare i loro genitori. Sono invece una quindicina le famiglie SOS, ovvero quelle che accolgono i minori in situazioni urgenti e temporanee. In questi nuclei, per prassi, i bambini si fermano tra i 3 e i 6 mesi. Nel frattempo l'ufficio delle protezione dei minori cerca una collocazione più duratura. Non sempre però va così.
Tornando alla vicenda raccontata dal Quotidiano la richiesta formulata dalla madre non è stata accolta. Sabina Beffa, dell’Ufficio aiuto e protezione, spiega: “i criteri delle famiglie che si candidano per diventare SOS rispettivamente permanenti sono diversi. È possibile passare da SOS a permanente. La riconversione non è automatica”.
La più grande preoccupazione per la mamma affidataria, è questa però: “sono due fratelli e hanno deciso che la bambina andrà in una famiglia e il bambino verrà messo in un altro posto”. Sempre in termini generali e non sul caso, risponde la capo ufficio: “Questo aspetto di preoccuparsi è assolutamente comprensibile e anche apprezzabile. Vanno valutate le singole situazioni, i singoli momenti e i bisogni particolari dei fratelli che possono portare a delle situazioni diverse, magari anche temporanee”. La famiglia sta trattando col sostegno dell'associazione famiglie affidatarie e con un avvocato il caso.
Quot./Red.MM/SP



