Scordate i sorrisi di circostanza e la posa per i fotografi. Ieri mattina nella sala del Consiglio di Stato il clima era assai diverso. Ben altri gli sguardi, ben altre le parole: accuse e critiche, anche aspre, scambiate e rinfacciate tra colleghi. Tanto che alla fine – a maggioranza – il Governo ha deciso di rivolgersi addirittura alla Ministero Pubblico.
A spaccare l’Esecutivo non è stata la presa di posizione – alla fine unanime – sugli Accordi fiscali con l’Italia ma le fughe di notizie avvenute dopo l’ufficialità dell’intesa di venerdì, tre in due giorni. A far andare su tutte le furie il Presidente del Governo Manuele Bertoli è stata inizialmente la vicenda della prima bozza del comunicato stampa elaborata venerdì scorso per commentare l’accordo e poi cestinata. Un “comunicato fantasma”, non condiviso, poi ridotto a poche righe la cui esistenza era stata rivelata dal Corriere del Ticino sabato e dettagliata da TicinoNews lunedì. Dettagli che avrebbero dovuto rimanere assai confidenziali e che invece hanno minato la fiducia tra i consiglieri di stato e tra i più stretti funzionari.
Sospetti e biasimi sono stati addebitati ai due esponenti della Lega dei Ticinesi, in particolare a Claudio Zali, presunti indiziati d’aver fatto uscire da Palazzo email riservate e bozze di documenti ufficiali – come il rapporto del delegato ai rapporti transfrontalieri finito sul Mattinonline – ma le accuse volate tra Consiglieri di Stato non si sono limitate alla sola vicenda di venerdì scorso, ma hanno toccato altri supposti casi di fughe di notizie e violazioni del segreto d’ufficio. E alla fine i 5 si sono contati e dopo il 3 a 2 hanno deciso di segnalare il caso alla Magistratura . Un esposto per una possibile apertura di un’inchiesta penale contro ignoti che in realtà suona come un vero e proprio atto di sfiducia all’interno del Governo. Una sfiducia reciproca tra colleghi (e funzionari) grave, anche se le discussioni sulle presunte talpe a Palazzo delle Orsoline non sono in fondo nuove.
Inevitabilmente lo sguardo tra colleghi di Governo da oggi cambia: più sospetti e più diffidenze, le accuse di scorrettezze reciproche sono un segno di una certa esasperazione del clima politico a pochi mesi dalla fine della Legislatura. E suona come beffa il fatto che questa notizia della segnalazione alla Giustizia possa venir classificata come l’ennesima fuga di notizie.
Dal Quotitiano:





