Ticino e Grigioni

Una valposchiavina dietro la riforma sanitaria retica

Marion Thalmann ha coordinato l’elaborazione delle nuove linee guida - Focus su cooperazione e digitale

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Marion Thalmann

Marion Thalmann

  • marionthalmann.ch
Di: ATS/Diem 

Per un anno intero esperti provenienti dal mondo della politica, dell’amministrazione, del settore sanitario e della consulenza hanno elaborato le nuove linee direttive per la sanità grigionese, presentate mercoledì a Coira.  Il progetto, che orienterà la riorganizzazione del settore nei prossimi 10 anni, è stato coordinato da una valposchiavina: Marion Thalmann che conosce bene questo settore. I primi passi professionali li ha mossi come infermiera per poi dedicarsi al management presso diversi ospedali svizzeri: dall’Inselspital a Berna alla clinica privata Lindberg di Winterthur. “Ho diretto grandi progetti di trasformazione e di cambiamento, nonché progetti di costruzione e di integrazione nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda”, spiega sul suo sito. Da tre anni è tornata alle sue radici, entrando a far parte del consiglio di fondazione del Centro sanitario Valposchiavo, la valle dove è cresciuta.

Quali sono le sfide che dovrà affrontare la sanità retica nel prossimo decennio? In quali campi bisogna agire? E in quali invece non è necessario? Sono le domande principali alle quali danno risposta le nuove linee guida elaborate da Marion Thalmann e dal suo gruppo di lavoro. “Abbiamo condotto colloqui in tutte le regioni e abbiamo intervistato l’associazione dei medici di famiglia e i responsabili di tutti gli ospedali. In questo modo abbiamo raccolto le informazioni importanti e che contraddistinguono il Canton Grigioni”, ha spiegato intervistata da Keystone-ATS. Sono emerse necessità di agire in diversi campi, tra cui lo sviluppo del servizio di soccorso e l’ostetricia.

Più cooperazione fra centro e periferia

Le regioni sanitarie nel Cantone dei Grigioni

Le regioni sanitarie nel Cantone dei Grigioni

  • Ufficio per l'igiene pubblica GR

L’esperienza in una realtà periferica e il lavoro in grandi centri della Svizzera interna hanno aiutato la valposchiavina ad avere una visione completa sulle sfide del settore sanitario. Nella fase di analisi sono state osservate anche le strutture di altri Cantoni come Berna ed Argovia. “Si deve sempre tenere d’occhio l’interazione fra i centri e la periferia in vista di uno sviluppo collaborativo”, sottolinea l’esperta, titolare di una società di consulenza con sede a Lenzerheide.

Nella fase di analisi sono emerse opinioni contraddittorie tra il centro e la periferia. Tra Coira e le valli. “L’Ospedale cantonale e quelli regionali non sempre hanno gli stessi obiettivi. Le strutture regionali hanno bisogno di prestazioni per pazienti che hanno comorbidità, sono anziani e hanno bisogno della gerontologia. Da parte sua l’Ospedale cantonale non può invece sempre offrire tutti gli specialisti che si vorrebbero avere nelle regioni”, spiega l’esperta. Come si risolve quindi la situazione? La parola chiave, più volte pronunciata durante la conferenza stampa di presentazione delle linee direttive, è: cooperazione tra istituti, tra professionisti, ma anche tra livelli istituzionali.

100 milioni per la digitalizzazione

L’obiettivo è garantire un’assistenza sanitaria “decentrale, di qualità, finanziariamente sostenibile, organizzata in modo cooperativo, che rimanga vicina alla popolazione e che al contempo diventi più efficiente e digitale”, come sottolineato dal consigliere di Stato Peter Peyer (PS).

“Le linee guida sono un documento strategico, non operativo”, sottolinea Marion Thalmann. Per attuare gli obiettivi - che spaziano dall’assistenza integrata alla trasformazione digitale - il gruppo di lavoro ha definito le responsabilità del Cantone e dei Comuni. Senza dimenticare l’impegno finanziario. La parte del leone nel prossimo decennio la farà la digitalizzazione con una stima dei costi attorno ai 100 milioni di franchi. “Mi immagino una piattaforma digitale, dove ci sono tutti i dati dei pazienti con delle regole chiare su chi ne ha accesso - sottolinea Marion Thalmann -. E poi vedo delle prestazioni a livello di telemedicina, a livello di ospedalizzazione a domicilio, più prestazioni a livello ambulatoriale e a casa con un sostegno tecnologico maggiore”.

I campi d’azione

  • Sicurezza regionale dell’assistenza: investimenti in strutture coordinate quali regioni di assistenza sanitaria e case management (obiettivo riduzione delle degenze stazionarie)

  • Demografia e personale qualificato: iniziative di formazione e sistemi di incentivazione per i modelli di assistenza di base (potenziamento della medicina di famiglia e sgravio per le strutture centrali)

  • Offerta e collaborazioni: offerte transitorie, strutture di soccorso, nuovi modelli nell’ostetricia

  • Trasformazione digitale: piattaforma di dati, percorsi digitali del paziente, collegamento dei fornitori di prestazioni e offerte
    supportate dalla tecnologia (riduzione onere amministrativo, accesso a distanza)

Per saperne di più: il sito dedicato alle linee direttive sulla salute 2026-2036

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La nuova sanità grigionese

Telegiornale 20.05.2026, 12:30

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