Una valanga si è staccata poco prima di mezzanotte dal Pizzo Trosa a Cardada-Cimetta, travolgendo una parte dello scilift Vegnasca e le relative piste rossa e verde. La slavina era stata prevista, dopo che venerdì a mezzogiorno era stata notata una crepa a “bocca di balena”. L’impianto era già stato chiuso a titolo precauzionale e pericoli per gli sciatori non ce ne sono mai stati, ma i danni sono ancora più ingenti di quelli del 2009: due piloni sono stati travolti e la stazione di partenza è stata danneggiata, ci ha detto l'avvocato Brenno Canevascini, presidente dello sci club (il cui comitato è dimissionario da dicembre e resterà ancora in carica per soli dieci giorni).
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La massa nevosa ha seguito il tracciato di quella abbattutasi cinque anni fa, con importanti conseguenze sulla struttura, che aveva dovuto essere in parte ricostruita.
Gli altri impianti rimangono aperti. È previsto che la stagione, malgrado la neve abbondante, si chiuda il prossimo fine settimana.
Le valutazioni per il nuovo ripristino andranno fatte con i nuovi dirigenti, ma secondo Canevascini "ricostruire è imperativo" e "assicurativamente siamo ben coperti, a differenza di cinque anni fa". I tempi tecnici sono di 6-7 mesi da quando, sciolta la neve, si potrà valutare la situazione e cominciare i lavori.
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Il servizio di Alessandro Tini
RSI Info 08.03.2014, 18:37



















