Roberto Vannacci sarà ospite mercoledì a Mendrisio per un evento organizzato su invito della sezione locale dell’UDC. Una figura divisiva, quella dell’eurodeputato italiano e vicesegretario della Lega.
“Come cittadini svizzeri stiamo per affrontare il tema dell’adesione, o accordi di sottomissione, come lo chiamiamo noi, all’Unione Europea. Come UDC di Mendrisio vogliamo sensibilizzare le persone sui motivi per cui non vogliamo aderire a questi accordi. Quindi, chi meglio di una persona che viene dall’interno? Il personaggio è brillante, dinamico e sa intrattenere”, spiega a Prima Ora Lucio Lorenzon, presidente dell’UDC di Mendrisio, motivando la scelta di invitare il generale Vannacci. “La risposta è stata eccezionale: in poco tempo abbiamo esaurito i 400 posti a disposizione della sala. C’è interesse in Ticino, sia per la persona sia per il tema”.
Vannacci è noto anche per alcune dichiarazioni, tra le altre, omofobe e razziste. “Fino a che punto dobbiamo farci violenza e rinnegare i nostri diritti per permettere a tutti di parlare? In fondo, anche nella nostra vita quotidiana e nei nostri rapporti personali, nessuno dice tutto ciò che pensa. Ci sono dei limiti sociali e evidentemente anche legali, che vanno più o meno rispettati”, dice Rocco Bianchi, presidente Syndicom Ticino.
Esiste dunque un limite alla libertà d’espressione? “Il limite, innanzitutto, sta nell’ascoltare. Sento spesso di critiche e giudizi che decontestualizzano ciò che si voleva trasmettere, senza mai aver sentito né letto il libro dell’onorevole Vannacci. Non ho mai sostenuto determinate tesi e continuerò a non sostenerle. Sarà interessante vedere se le esprimerà mercoledì sera: lì, trarrò le mie conclusioni, così come lo faranno le persone che parteciperanno all’evento”, prosegue Lorenzon.
“Parlerà di Europa e ho qualche dubbio sulle sue competenze: è un parlamentare eletto da due anni circa, quindi mi domando cosa possa dire. Tuttavia, Vannacci ha tutto il diritto, come ognuno di noi, di parlare e di esprimere le proprie opinioni. Resta il fatto che, nelle sue fondamenta, è un intollerante. Fa parte di quello che oggi viene definita la destra illiberale: quanto un sistema liberale e democratico può sopportare e permettere a un illiberale di parlare? È una domanda difficile”, continua Bianchi.
La presenza dell’eurodeputato a Mendrisio è comunque fonte di discussioni e polemiche. “Queste reazioni hanno creato molto interesse. Nessuno è obbligato a venire a Mendrisio. So che ci saranno delle contromanifestazioni, è legittimo e lecito. Non le contesto”, aggiunge Lorenzon. “Evidentemente l’intolleranza non è solo da una parte, non dimentichiamolo”, conclude Bianchi.






