Ticino e Grigioni

Vannacci (in arrivo a Mendrisio) continua a far discutere

Il vicesegretario della Lega italiana è noto per le sue esternazioni su migrazione e re-migrazione, donne, disabili, omosessuali, denunciate da molti come divisive, sprezzanti, razziste, xenofobe - Opinioni a confronto sulla libertà di espressione

  • Un'ora fa
Roberto Vannacci
30:04

Modem del 20.01.2026 - Libertà d’opinione, quali limiti?

RSI Info 21.01.2026, 15:33

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Di: Modem - Franco Cristini / M. Ang. 

L’arrivo a Mendrisio, previsto per il prossimo 28 gennaio, dell’eurodeputato italiano e vicesegretario della Lega Roberto Vannacci continua a fare discutere. Su invito della sezione locale dell’UDC e dell’Associazione “Il mondo al contrario” l’ex generale spiegherà a un pubblico di 400 persone (conferenza “sold out”) perché la Svizzera farebbe bene a starsene lontana dall’Unione europea.

Vannacci è noto per le sue esternazioni su migrazione e re-migrazione, donne, disabili, omosessuali, denunciate da molti come divisive, sprezzanti, razziste, xenofobe. Di lui e del suo pensiero si contesta anche una certa nostalgia per il fascismo.

L’MPS chiede al Consiglio di Stato se l’arrivo in Ticino dell’autore del “Mondo al contrario” sia compatibile con la disposizione di legge che vieta l’istigazione all’odio. Più in generale, l’evento e il suo ospite sollevano interrogativi sulla libertà d’opinione, la libertà d’espressione e l’opportunità o meno di porvi dei limiti. Modem della RSI ne ha discusso con Lucio Lorenzon (presidente UDC) sezione Mendrisio, Pino Sergi (gran consigliere Mps) e Roberto Antonini, direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana.

Lucio Lorenzon ha spiegato che Vannacci è stato invitato per parlare dei temi “che premono, in particolare all’UDC Mendrisio e condivisi anche con altri membri dell’UDC cantonale (i rischi di un ulteriore avvicinamento politico giuridico della Svizzera all’UE; le differenze strutturali istituzionali tra il sistema svizzero e quello europeo; gli effetti negativi della centralizzazione a Bruxelles della burocrazia europea e dell’informazione giuridica e la necessità di preservare la sovranità svizzera, la democrazia diretta e il federalismo elvetico).... è una persona che sa argomentare. Fino adesso io l’ho sempre visto argomentare in modo comunque pacato e serioso...”.

Pino Sergi (l’MPS ha annunciato, tra l’altro, un presidio fuori dai locali della Conferenza) ha ribadito il no a “personaggi come Vannacci e soprattutto alle idee che difende. Idee che spingono all’odio, al razzismo, alla lotta contro i diritti delle minoranze. Cioè un personaggio che ha un background fascista, possiamo dire, di estrema destra...”. La libertà di espressione non vuol dire che uno possa andare in giro a raccontare qualsiasi cosa, spiega Sergi, criticando per esempio e citandola, l’affermazione di Vannacci che “rivendica a gran voce anche il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente. Parla di odio e disprezzo su basi politiche razziali. Rivendica il fatto che gli omosessuali siano in una certa misura emarginati a causa della loro preferenze sessuali... È un uomo che difende una sorta di segregazione razziale e sociale fondamentalmente, oltre a fare l’apologia di regimi...”.

Roberto Antonini, ha premesso che, come giornalista, è “tendenzialmente per la libertà d’espressione e in un senso più vasto possibile”. “I paletti ci sono”, fissati ovviamente dal codice penale svizzero: da noi c’è l’articolo 261 bis: i paletti sono la discriminazione in base alla razza, all’etnia, la negazione del genocidio, per esempio. Detto ciò, il tema della discussione oggi riguarda il generale Vannacci: stiamo parlando di una persona che ha scritto, secondo me, un fritto misto di banalità veramente impressionanti e alcune cose ripugnanti, devo dire. Ciononostante penso che lui abbia il diritto di esprimersi. Se non viola la legge deve potersi esprimere. Difendo la libertà di espressione del generale Vannacci, così come è del tutto legittimo che ci sia un presidio di protesta. Quello che non condivido è l’idea di censurare...”. 

Ascolta le interviste integrali nell’audio in testa all’articolo o cliccando sul link di Modem (puntata del 20 gennaio 2026).

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