Ticino e Grigioni

Vent'anni fa il rogo nel San Gottardo

Quella nube di fumo su Airolo, la fuga di chi riuscì a salvarsi, gli 11 morti, la sicurezza oggi - I ricordi del 24 ottobre 2001 e una serata speciale su RSI LA 1

  • 24 ottobre 2021, 11:00
  • 10 giugno 2023, 15:18
San Gottardo: vent'anni dopo

Questa fotografia dell'incendio, scattata pochi minuti dopo l'incidente da Claudio Grassi, addetto alla manutenzione, fece rapidamente il giro del mondo.

  • Archivio Keystone/Polizia TI/Grassi

"Togn, som ul Giülin. Varda che chi in galeria a brüsa quaicos da gross. L'è mia ol solit füm di machin todesch".

di Antonio Civile

Quel mercoledì mattina mi ero messo in viaggio prima del solito, perché invece di andare dritto alla redazione del GdP in Piazza Governo, sarei salito a Sommascona dove l'OTAF presentava la rinnovata sede delle colonie. Ricordo che la conferenza stampa era da poco iniziata, quando vidi sul display del cellulare il nome di Giuliano Giulini, il fotografo di Airolo che garantiva la copertura della Leventina. Pensai che poteva anche aspettare, visto che stavo facendo altro. Ma se chiamava direttamente me e non la redazione, un motivo doveva esserci. Dunque risposi. Pronunciò quella frase in modo trafelato, sul momento reagii con distacco pensando comunque che stesse esagerando. Ripensandoci, fu quel dettaglio del fumo a colpirmi.

San Gottardo: vent'anni dopo

Dal camino di Airolo uscì per molto tempo un fumo nero e denso.

  • archivio Keystone

Chiamai in redazione, c'era la collega che si fiondò all'auto e iniziò a risalire l'autostrada A2 che nel frattempo era stata chiusa al traffico di transito, deviato verso il San Bernardino. Sarebbe stato così anche per i due mesi successivi, durante i lavori di ricostruzione e messa in sicurezza.

Pronti a tutto, ma il fumo non lasciò scampo

Da qualche anno il Ticino si era dotato di un dispositivo per far fronte alle emergenze di quel tipo. Furono mobilitati soccorritori e militi, ospedali e altri specialisti. Ma l'inferno che si scatenò dopo che i due camion si scontrarono restando incastrati a poco più di un km dal portale di Airolo, non lasciò scampo alle 11 vittime.
Non ci furono molti feriti da soccorrere, pochi intossicati dal fumo. Chi poté fare dietrofront con l'auto riuscì a salvarsi. Altri trovarono le uscite di emergenza, imboccando il cunicolo parallelo. Ma non tutti ce la fecero: una volta innescato l'incendio di pneumatici, una nube densa, tossica e veloce iniziò a percorrere il tunnel. Diverse vittime, uccise dal fumo e non dal fuoco, furono trovate a poca distanza dalle vie di salvezza. Porte impossibili da scorgere nella coltre di fuliggine con sempre meno ossigeno nei polmoni.

San Gottardo: 24 ottobre 2001 - 24 ottobre 2021

L'assalto dei media

San Gottardo: vent'anni dopo

La mobilitazione giornalistica, specialmente dall'Italia, fu grandissima e di difficile gestione.

  • archivio Ti-Press

Ad Airolo si concentrò non solo un dispositivo di soccorso inedito, ma anche un interesse giornalistico altrettanto sconosciuto. L'autunno 2001, con i suoi avvenimenti drammatici, stava ora segnando la Svizzera italiana e il ricordo dell'incendio analogo del Monte Bianco era ancora fresco. Noi cronisti locali leggevamo sulle testate italiane cose francamente incredibili, interviste mai rilasciate, titoli su numeri di dispersi puramente inventati.
Mi vergognai.
Per le autorità airolesi e i tecnici della galleria, fu difficile gestire quella situazione. Senza dimenticare il dramma umano di decine di famigliari che nei giorni seguenti aspettarono di avere notizie sui loro cari effettivamente morti nel tunnel, in attesa fuori dalle camere mortuarie di Bellinzona o dalla sede della polizia stradale a Camorino.

Un solo colpevole: l'autista ubriaco che guidava a zig-zag

L'inchiesta penale sul dramma del 24 ottobre 2001 fu affidata al procuratore pubblico Antonio Perugini. L'intera responsabilità fu del conducente turco alla guida dell'autoarticolato belga che poco dopo essere passato da Airolo invase la corsia opposta, finendo contro il mezzo pesante guidato da un italiano che invece si salvò. Il conducente del TIR belga, morto nel tunnel, era stato notato mentre guidava a zig-zag in Leventina. L'inchiesta concluse che era ubriaco. La ventilazione di allora non aiutò, anzi contribuì ad alimentare le fiamme e a spostare rapidamente il fumo, ma non vi furono accuse di negligenza. Inchiesta e perizie permisero invece di adottare ulteriori misure per migliorare la sicurezza nella galleria.

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Il rogo del 24 ottobre 2001.

  • archivio Ti-Press / Polizia TI

I progressi della tecnica e una serata speciale della RSI

Mentre da qualche mese sono iniziati i lavori di scavo del secondo tunnel che in futuro permetterà di evitare l'incrocio fra veicoli, nei vent'anni trascorsi da quell'evento i progressi nella costruzione dei tunnel, nell'impiantistica di prevenzione e sicurezza, nella progettazione delle grandi vie di comunicazione e la dotazione tecnologica degli automezzi pesanti, hanno vissuto importanti sviluppi. Se ne sono occupati gli appuntamenti informativi della RSI.

La sicurezza nel tunnel è migliorata molto (Maria Jannuzzi, CSI 24.10.2021)

RSI Ticino e Grigioni 23.10.2021, 21:56

Le auto saranno più intelligenti

Il Quotidiano 23.10.2021, 21:00

La sicurezza nelle gallerie

Telegiornale 23.10.2021, 22:00

In diretta da Airolo: Gottardo 09.39

Nel ventesimo dall’incidente del San Gottardo che costò la vita a 11 persone, RSI propone una serata speciale tra passato, presente e futuro condotta da Lorenzo Mammone in diretta da Airolo. Testimonianze, ricordi e molti ospiti per capire cosa è stato fatto per migliorare la sicurezza della galleria e qual è il suo futuro. Appuntamento oggi, domenica, alle 20:40 su RSI LA 1 e, da rivedere, sul Play RSI. Sempre oggi dalle 11.30 al centro di manutenzione di Airolo vi sarà una cerimonia commemorativa in memoria delle vittime.

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