Ticino e Grigioni

Via Chiesa, inizia il processo

Alla sbarra l’uomo che nel novembre del 2013 ridusse in fin di vita un'anziana donna a Chiasso

  • 13.10.2014, 08:38
  • 4 maggio, 13:45
Foto d'archivio

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  • © Foto Tipress

Tutto a causa di un insulto: sarebbe infatti stato quel fatidico “sei un fallito”, pronunciato dal padre della ex convivente del 37enen italiano che compare oggi – lunedì – a processo per tentato omicidio a scatenare la tragedia.

I fatti si svolsero nel novembre del 2013 a Chiasso, in Via Chiesa, dove l’imputato si recò per cercare di riallacciare i rapporti con l’ex fidanzata. Ma i genitori di quest’ultima non vedevano di buon occhio il loro riavvicinamento e quando il padre è intervenuto per redarguirlo, il 37enne in tutta risposta ha aggredito la famiglia con il manubrio di un monopattino. Ad avere la peggio fu la madre 72 enne, ridotta in fin di vita. Pur essendo sopravvissuta la donna ha riportato danni cerebrali permanenti.

Secondo gli avvocati difensori, l’uomo avrebbe però agito d’impulso e non con premeditazione. La perizia psichiatrica disposta nei sui confronti, ha inoltre ravvisato una scemata responsabilità di grado medio a causa del turbe psichiche di cui soffre l’accusato, il che potrebbe tradursi in uno scontro di pena del 50%.

La Corte delle Assise criminali, presieduta da Mauro Ermani, sarà composta anche dagli assessori giurati. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha infatti preannunciato l’intenzione di chiedere una pena superiore ai cinque anni di carcere.

LudoC

CSI 12.05 del 13.10.14 - Il servizio di Darco Degrussa

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