Sono state settimane di incendi nella Svizzera Italiana, e ha sorpreso l’arresto del pompiere 21enne per i roghi di fine marzo in Malcantone. Cerchiamo dunque di conoscere meglio il processo di reclutamento dei volontari, che sono circa un centinaio e vengono sottoposti a una serie di test.
Il percorso prevede più tappe. Una volta maturata la volontà di dedicarsi all’attività di pompiere volontario, l’interessato si annuncia su un portale dedicato e partecipa ad una serata informativa. Poi si passa alla fase più impegnativa, che comprende dei test fisici e di conoscenza generale, dove un occhio di riguardo viene posto su eventuali tendenze alla claustrofobia e alle vertigini (nemici giurati del pompiere). Dopo i test viene stilata una descrizione o una fotografia della persona che verrà sottoposta al comando del corpo pompieri di riferimento, il quale procederà a dei colloqui diretti con l’aspirante pompiere. Da qui, infine, la decisione se arruolarlo o no.
Ma in tutto questo si considera anche l’aspetto psicologico della persona, da cui potrebbe emergere un rapporto problematico con il fuoco? “L’aspetto non viene analizzato con degli specialisti, ma viene soprattutto toccato nella fase finale del colloquio”, spiega Nelson Ortelli, direttore della Federazione Pompieri Ticino, ai microfoni di SEIDISERA. “I comandanti hanno un po’ il feeling nel capire certe cose. Non vi è proprio un’analisi con uno specialista del caso, questo no”.
“Ci si basa molto sull’esperienza del comandante che interroga l’aspirante”, prosegue Ortelli. “Di elementi non ce n’è uno in particolare... la valutazione è un po’ legata anche al vissuto del comandante che magari, suo malgrado, si è già visto confrontato con queste situazioni. Qualche domanda messa lì a puntino può far capire dalla risposta, dall’atteggiamento, dal non verbale... se c’è magari qualcosa sotto”.
Per Ortelli, comunque, il sistema non necessita di modifiche. “Noi abbiamo un servizio che si basa sul volontariato e quindi la persona ha la sua attività al suo lavoro, il suo trascorso passato, il suo avvenire. I corpi pompieri sono un po’ lo specchio della società, come qualsiasi società civile. C’è chi si comporta bene, chi si comporta meno bene. Introdurre un’analisi particolareggiata che porta a definire un profilo di una persona... la vedo molto difficile, anche perché parliamo sempre di probabilità”.
Tornando, infine, al caso del 21enne pompiere che ha appiccato i roghi nel Malcantone, Ortelli si dice rattristato. “Il nostro servizio è basato molto sulla fiducia”, conclude il direttore della Federazione Pompieri Ticino. “In un intervento ci fidiamo del nostro collega, che è chiamato anche a salvare la vita in alcune situazioni pericolose. Quindi tradire questa fiducia fa male”.








