Ticino e Grigioni

Vie intitolate a donne: una strada ancora lunga

Alla scoperta di vie e piazze ticinesi intitolate a figure femminili che hanno dato un contributo importante alla costruzione della società, in un contesto europeo che alle donne riserva meno del 10% delle strade

  • Un'ora fa
  • 39 minuti fa
A Mendrisio il progetto Vie al femminile è in corso già da alcuni anni

A Mendrisio il progetto Vie al femminile è in corso già da alcuni anni

  • © Ti-Press / Francesca Agosta
Di: Claudia Iseli 

I nomi delle strade sono finestre aperte sul nostro passato: raccontano storie di persone, eventi e valori che hanno contribuito a plasmare l’identità di una comunità. L’odonomastica – lo studio dei nomi delle vie – non è mai un gesto neutro: ogni intitolazione è una scelta simbolica, una dichiarazione di ciò che decidiamo di ricordare e tramandare, e di ciò che, invece, lasciamo nell’ombra.

Oggi, stando all’inchiesta Mapping Diversity, meno del 9% delle strade europee porta il nome di una donna. La percentuale si dimezza se si escludono figure religiose come Sante e Madonne. Il dato parla da sé: se alle strade si dovesse attribuire un genere, sarebbe quasi esclusivamente maschile.

Le ragioni che portano all’assegnazione di un nome all’interno di uno stradario sono geografiche, storiche, culturali e sociali. In origine i nomi servivano solo per facilitare l’orientamento nello spazio e fornire punti di riferimento per gli spostamenti nelle città. Con il tempo questa pratica ha assunto un ruolo più profondo e la denominazione dei luoghi ha iniziato a riflettere valori storici e simbolici propri di ogni epoca e luogo.

Fino a pochi anni fa, camminando nel nostro territorio la quasi totale assenza di figure femminili sulle targhe blu saltava subito all’occhio. Questo lasciava intendere in maniera erronea che le donne non avessero concretamente ricoperto un ruolo in ambito storico, sociale, culturale ed economico.

La voce delle donne è infatti spesso assente nella storiografia ufficiale tradizionalmente scritta da uomini e questo può far apparire che non abbiano partecipato alla costruzione della nostra società.

Cambiamenti recenti

Negli ultimi anni, anche grazie ai processi di aggregazione comunale e alla necessità di eliminare doppioni nei nomi delle vie, le cose hanno iniziato lentamente a cambiare e l’importanza simbolica di una rappresentazione paritaria fra i nomi di strade è diventata più condivisa. Nella Svizzera italiana però ripensare gli stradari in un’ottica di genere è spesso ancora considerata una questione marginale, e non manca la tendenza a giustificare l’assenza di figure femminili sostenendo che mancano nomi davvero meritevoli.

In realtà il potenziale esiste eccome: gli Archivi riuniti donne Ticino (AARDT), attraverso il progetto Tracce di Donne, hanno raccolto nella loro banca dati - completamente pubblica – oltre un centinaio di profili di donne significative.

Negli ultimi anni il dibattito si è intensificato e ci si è resi conto che concepire stradari paritari dal punto di vista del genere significa valorizzare il ruolo delle donne.

Anche per questo molti Municipi della Svizzera italiana hanno introdotto nuovi nomi femminili nei loro stradari.

La trasmissione Prima Ora alla questione ha dedicato una mini serie in 5 puntate, arricchita dai commenti divertiti e divertenti di passanti, che - approssimandosi l’8 marzo - invita a scoprire gli stradari di Lugano, Mendrisio, Bellinzona e Locarno e della Val Leventina, alla ricerca delle figure femminili che sono riuscite ad aprire una breccia nello spazio pubblico.

Lugano, da 4 a 13

Via Federica Spitzer a Breganzona
08:07

Di strade e di donne a Lugano

Prima Ora 02.03.2026, 18:00

  • © Ti-Press / Benedetto Galli

Nel giro di un decennio le intitolazioni femminili a Lugano sono passate da 4 a 13. La Città, impegnata nella revisione dello stradario, continuerà a riconoscere il ruolo delle donne che hanno segnato la storia locale, nazionale e internazionale.

Con Renata Raggi degli Archivi riuniti delle donne Ticino (AARDT) che hanno sede a Massagno si è parlato dell’origine del loro impegno nella promozione di figure femminili negli stradari.

La figura di Adriana Ramelli, prima donna direttrice della Biblioteca cantonale di Lugano, è al centro dell’intervista all’attuale direttore Stefano Vassere, mentre di quella di Maria Boschetti Alberti, insegnante e pedagogista, abbiamo parlato con Luca Saltini, autore di una pubblicazione su di lei.

Mendrisio, esempio virtuoso

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06:47

Le vie dedicate alle donne: Mendrisio

Prima Ora 03.03.2026, 18:00

Mendrisio esempio “virtuoso” nel panorama ticinese; dal 2021 ha dedicato diverse vie a figure femminili, anche grazie ad un’azione simbolica che ha avviato il cambiamento.

Ma chi era “Gismonda” cui da tempo è dedicata una via del Borgo? Ne abbiamo parlato con la vicesindaca Francesca Luisoni. Nella puntata abbiamo conosciuto l’architetta Flora Ruchat-Roncati attraverso un’intervista a Nicola Navone dell’Archivio del Moderno e la granconsigliera Ersilia Fossati con un’intervista ad Alice Gianola, collaboratrice scientifica degli Archivi Riuniti Donne Ticino.

Bellinzona, quando c’era solo Santa Marta

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06:52

Vie dedicate alle donne: Bellinzona

Prima Ora 04.03.2026, 18:00

A Bellinzona, fino al 2020, l’unica donna alla quale si era dedicata una strada, o meglio un vicolo, era Santa Marta. Ora invece ci sono anche Piazza Maria Amadini, celebre cantante lirica amica della Callas, e Piazza Lucia Buonvicini, partigiana morta in circostanze misteriose. Due affascinanti figure femminili di cui ci parlano il tenore Mauro Bonomi e Alice Gianola dell’Archivio delle donne.

Locarno, nessuna via dedicata a donne

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06:50

Le strade dedicate alle donne: Locarno

Prima Ora 05.03.2026, 18:00

A Locarno non esiste ancora una via intestata ad una donna. Sulle ragioni di questo ritardo si esprime Nancy Lunghi, responsabile dei Dicasteri Socialità, Giovani e Cultura e presidente della Commissione toponomastica.

La città, nel frattempo, ha però deciso di dedicare sette vie ad altrettante donne, manca solo il via libera della Commissione cantonale di nomenclatura, e la pubblicazione ufficiale. A breve, quindi, altre nuove targhe blu porteranno un nome femminile.

Tra le figure scelte vi sono anche quelle dell’oftalmologa Polia Rusca (chi era lo spiega la storica degli Archivi delle donne Yvonne Pesenti) e della storica e scrittrice soldunese Anna Malé sulla quale a fornire lumi è Nancy Lunghi.

Leventina, una sola donna nello stradario

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08:11

Le strade dedicate alle donne: Leventina

Prima Ora 06.03.2026, 18:00

Il viaggio si conclude nelle valli, con l’esempio della Leventina dove i nomi delle vie sono state introdotti solo da una decina di anni e sono tradizionalmente legati ai toponimi in dialetto locale. Le intitolazioni a persone sono pochissime e una sola è femminile: è l’ex Via alla Posta di Ambrì-Sopra ora dedicata alla scrittrice Alina Borioli, nota per le sue poesie nel dialetto locale. La conosceremo grazie al racconto di Marco Mona che l’ha conosciuta e ad una lettura di Armanda Manzocchi.

A Dalpe incontreremo una postina per la quale i nomi delle vie sono il suo “pane quotidiano”.

Per saperne di più sulle donne ticinesi che si sono distinte in ambito professionale -l’educazione, la cultura, l’arte, la comunicazione- o con il loro impegno per la parità consulta il dossier DonneStorie degli Archivi RSI

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08:11

Le strade dedicate alle donne: Leventina

Prima Ora 06.03.2026, 18:00

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