Solo un mese fa, con 742 casi di positivi di Covid-19 ogni 100’000 abitanti Viggiù era ben oltre la soglia di allarme sancita dal Ministero della Salute italiano (250 ogni 100’000); oggi, con 19 casi ogni 100’000, il comune di frontiera ha uno dei tassi di contagio più bassi d’Italia.
La ricetta? Tutto merito della vaccinazione di massa decisa da ATS (Agenzia di Tutela della Salute) dell’Insubria, di concerto con Regione Lombardia. La decisione era dovuta alla presenza di tre diverse varianti di coronavirus trovate nei tamponi dopo lo screening della popolazione residente.
Tra il 27 febbraio e il 5 marzo sono state vaccinate 3'416 persone, il 68% degli abitanti, con esclusione dei soli under 18, positivi Covid-19 e persone in quarantena. Nelle prossime settimane i cittadini verranno convocati per la seconda dose.
Si raccolgono così i frutti del primo esperimento, in Italia, di vaccinazione di massa dell'era Covid-19. Ad oggi i casi positivi a Viggiù sono una decina, tutti collegati allo stesso nucleo familiare. Le scuole sono ancora chiuse e non ci sono nuovi casi tra gli studenti.
Marco Todarello







