Ticino e Grigioni

Voto: i commenti dei quotidiani ticinesi

Per il Corriere del Ticino, la sinistra si è fatta un autogol con l'iniziativa "1-12", mentre la Regione Ticino cita le tante incognite del triplo rifiuto popolare. Il Giornale del Popolo ritiene le famiglie le vere sconfitte delle votazioni

  • 25.11.2013, 09:07
  • 4 maggio, 12:07
I quotidiani ticinesi

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Le votazioni dello scorso fine settimana tengono banco ampiamente sui quotidiani ticinesi in edicola questo lunedì. Moreno Bernasconi sul Corriere del Ticino sottolinea come il popolo svizzero abbia ribadito a chiare lettere che il modello economico del nostro paese non debba proprio cambiare e che si tratta di un chiaro messaggio all’indirizzo dei Giovani socialisti che avevano portato avanti l’iniziativa “1-12 - Per salari equi”.
È palese, per Bernasconi, che pur stigmatizzando i salari di taluni manager, i cittadini elvetici sanno sfruttare bene i vantaggi della liberaldemocrazia elvetica, che “temperata da una rete sociale solida, da una fiscalità equa e basata sulla trattativa tra partner sociali, non va sostituita da uno Stato dirigista e da un’economia di tipo pianificato”.
Il risultato elettorale rappresenta inoltre una “pesante sconfessione del Partito socialista svizzero che ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia e si è impegnato affinché l’iniziativa riuscisse”.

Per Edy Bernasconi l’esito dell'urna di questo weekend è un rifiuto carico d’incognite. Il triplo no uscito dalla votazione infatti, per lui non è legato a una superficiale volontà di bocciare gli oggetti in votazione – fatta eccezione per la vignetta, che restando a 40 franchi diventa una sonora sconfitta per Doris Leuthard. Nel caso delle due iniziative invece, il popolo sovrano ha seguito le indicazioni governative sia per l’iniziativa “1-12 – Per salari equi”, sia su quella UDC che avrebbe concesso deduzioni fiscali utili per lefamiglie”.
Secondo l'editorialista de La Regione Ticino, è significativo il voto del Ticino in merito all’iniziativa dei Giovani socialisti, che ha raggiunto il 49%, segno di un malessere che dovrà esser analizzato attentamente in virtù del “disagio legato agli effetti della libera circolazione delle persone e ai fenomeni di dumping salariale che si vive a Sud delle Alpi”. Il risultato delle urne lascia svariate incognite, come il destino della votazione di febbraio sul finanziamento della rete ferroviaria e il futuro del raddoppio del Gottardo, che potrebbe saltare se gli svizzeri non vorranno metter mano al portafogli, come per la vignetta autostradale.

Claudio Mésoniat, direttore del Giornale del Popolo, osserva che la bocciatura dell’iniziativa a favore delle famiglie lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto in virtù del fatto che la discussione in seno al PPD “è rimasta ingabbiata in una contrapposizione fasulla tra modelli di famiglia, come se i fautori dell’iniziativa ce l’avessero con le madri che lavorano. Le deduzioni fiscali sarebbero state le medesime che già si accordano ai genitori che affidano a terzi la custodia dei figli”.
È invece preoccupazione il termine usato da Mésoniat in riferimento all’esito della votazione sulla vignetta, dopo la sonora bocciatura dell’aumento a 100 franchi (da lui definito un “riflesso pavloviano”) del contrassegno autostradale. A suo avviso avrebbe invece permesso a livello cantonale il collegamento veloce tra l’A2 e Locarno, che ora subirà ulteriori ritardi. In riferimento a quella che definisce “l’attraente utopia dell’iniziativa 1-12,
Egli osserva che è naufragata per una prudenza estrema di un’ampia maggioranza di cittadini elvetici, che non se la sono sentita di mettere a rischio una “libertà di mercato che finora ha garantito di navigare senza troppi scossoni anche nel mezzo della crisi mondiale”, preferendo che della definizione degli stipendi se ne occupino imprese e sindacati e non lo Stato.

EnCa

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