Sono emersi nuovi elementi a carico dei due condannati per il delitto di Brusio-Zalende, come pure nuovi spunti per le indagini tuttora aperte in Svizzera per chiarire la posizione di presunti mandanti e complici.
Durante la ricostruzione dettagliata della morte dei coniugi Ferrari, avvenuta nel 2010, il presidente della Corte d’assise di Sondrio ha rivelato un nuovo importante dettaglio: il giorno del delitto un testimone oculare dichiarò alla polizia cantonale di aver visto nei pressi di casa Ferrari un uomo la cui descrizione corrisponde esattamente a Ruslan Cojocaru, condannato all’ergastolo in prima istanza.
A processo con il moldavo, il valtellinese Ezio Gatti è stato invece condannato a 21 anni di carcere. Gatti non aveva però in mente di uccidere la coppia di imprenditori, ed è quindi stato assolto dall’accusa riguardante le armi. Un punto, questo, importante, e sul quale la difesa si baserà per l’appello. Secondo l’avvocato Carlo Taormina, infatti, questa assoluzione indica che era assolutamente imprevedibile che le armi in questione potessero essere utilizzate per commettere il delitto: “Un appello che sarà sicuramente vittorioso”.
CSI/mrj
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