Dopo un lungo pomeriggio di discussioni e sospensioni dei lavori, martedì la revisione totale della legge sulla polizia ha avuto luce verde dal Gran Consiglio con 59 voti favorevoli e 22 contrari. Ma è stato un parto difficile, ci sono volute quasi 4 ore e mezza, e non sono mancate le sorprese. A sparigliare le carte è stato, poco dopo le 15, il consigliere di Stato Claudio Zali, responsabile del dossier: “Intervengo non per disconoscere questa parte della legge, ma per lasciare una traccia, per rendere esplicitamente attenti di questo contenuto”.
La parte della legge cui si riferiva Zali era quella di una base legale per la gestione delle minacce: “Ci sono fondate argomentazioni a sostegno della novità (...). Nondimeno - ha detto il consigliere di Stato - queste norme introducono la facoltà di indagare preventivamente e a loro insaputa su taluni cittadini per riconoscere precocemente coloro che possono costituire una minaccia per terze persone”. Per svolgere queste indagini, ha detto Zali, è necessario raccogliere dati su queste persone. “Informazioni sulle opinioni o sulle attività religiose, filosofiche o politiche, sulla sfera intima, sullo stato mentale o fisico. L’approvazione di queste norme presuppone una grande fiducia nel sistema. La differenza, come sempre, la fanno e la faranno le persone, molto più delle leggi”.
Un avvertimento che ha fatto sobbalzare più di qualche deputato. In diversi, tra le righe, hanno infatti percepito una sorta di bocciatura da parte di Zali di quella sezione della nuova legge. Il quale ha comunque espressamente chiesto che venga approvata. Da qui, in rapida successione: seduta sospesa - riunione della commissione e dei gruppi parlamentari per decidere il da farsi - con richiesta da parte del Partito socialista di sospendere tutto, rinviare l’esame di almeno un mese e discuterne con calma.
Alla fine però tanto tuonò che non piovve, perché la maggioranza del parlamento (tutti tranne la sinistra) dopo quasi un’ora di sospensione e riflessione, ha deciso di andare avanti come programmato. L’attuale legge - è stato detto in aula - è al passo con i tempi e le tecnologie, rispettando però l’equilibrio fra sicurezza e libertà.
E allora sono state affrontate una per una le 43 richieste di modifica puntuali. Esame che è terminato poco prima dalle 18.30 con l’approvazione finale, nonostante l’opposizione del fronte progressista.
Il Gran Consiglio discute la nuova legge di polizia
SEIDISERA 21.04.2026, 18:00
Contenuto audio




