Auto, la fusione che cambia tutto

Il panorama mondiale verrà ridefinito, dopo l'unione tra FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e PSA (Peugeot, Citroën, DS, Opel)

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il matrimonio tra la francese Peugeot-Citroën e la italoamericana Fiat Chrysler, annunciato giovedì mattina, è destinato a sconvolgere l'industria automobilistica mondiale, dando alla luce la quarta casa automobilistica del mondo per numero di vetture prodotte, (8,7 milioni di veicoli). L'operazione fa parte del contesto di profonda ristrutturazione del settore a livello globale, legata anche alle problematiche ambientali e all'inasprimento delle leggi in merito.

Carlos Tavares e John Elkann
Carlos Tavares e John Elkann (keystone)

Il gruppo che nascerà dalla fusione sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo PSA (Peugeot, Citroën, DS, Opel) e al 50% dagli azionisti di FCA (Fiat Chrysler Automobiles). La sede sarà nei Paesi Bassi, con basi operative anche a Parigi, Milano e New York. John Elkann, nipote di Gianni Agnelli, sarà alla presidenza della nuova multinazionale, dopo 9 anni passati a presiedere FCA. Il ruolo di amministratore delegato verrà invece affidato all'attuale presidente del consiglio di amministrazione di PSA, Carlos Tavares.

Una Peugeot al Salone di Ginevra del 2019
Una Peugeot al Salone di Ginevra del 2019 (keystone)

Secondo quanto comunicato dalle due aziende, l'aggregazione si fonda sulla solidità di FCA in Nord America e in America Latina e su quella di PSA in Europa. Unirà "la forza del brand dei due gruppi nei segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri mainstream, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri, rendendoli ancora più forti. La nuova società mira a unire le ampie e crescenti competenze di entrambe le società in quelle tecnologie che stanno plasmando la nuova era della mobilità sostenibile, tra cui la propulsione elettrificata, la guida autonoma e la connettività digitale".

RG 12.30 del 30.10.19 - Il servizio di Chiara Savi
RG 12.30 del 30.10.19 - Il servizio di Chiara Savi
 

Le cifre

Le due società si attendono ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro, sulla base dell'aggregazione dei risultati del 2018, ed escludendo i ricavi dell'italiana Magneti Marelli e della francese Faurecia. Sinergie annuali a breve termine stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti, è uno degli obiettivi citati nella nota.

Le reazioni

Il ministro francese Bruno LeMaire
Il ministro francese Bruno LeMaire (keystone)

Il ministro francese dell'Economia e Finanza, Bruno Le Maire, ha salutato con favore la fusione dei due gruppi, sottolineando che Parigi resterà vigile, forte della proprietà del 12% di PSA tramite la banca pubblica Bpifrance. In merito all'occupazione, la segretaria di Stato all'Economia, Agnès Pannier-Runacher non ha scartato del tutto l'ipotesi di un taglio di personale. "Non si possono chiudere gli stabilimenti, ma si può avere bisogno di ritoccare la loro dimensione". La ministra della Transizione Ecologica, Elisabeth Borne, ha invece affermato che la sua principale "preoccupazione è che il gruppo abbia i mezzi per investire nella transizione energetica per fare l'auto pulita di domani". Quanto alla scelta della sede sociale nei Paesi Bassi, si è mostrata perplessa: "Non ho elementi per spiegare la scelta". Anche il ministro italiano dell'Industria, Stefano Patuanelli, la considera un' operazione positiva, a patto che non influisca sui progetti e sui posti di lavoro di FCA in Italia.

Stabilimento della Fiat Chrysler a Belvidere, negli USA
Stabilimento della Fiat Chrysler a Belvidere, negli USA (keystone)
L'analisi di un economista

L'analisi di un economista

TG 20 di giovedì 31.10.2019

 
RG/Bleff
Condividi