Il mercato delle abitazioni primarie in Svizzera si mostra del tutto indifferente all'inversione di tendenza dei tassi d'interesse
Il mercato delle abitazioni primarie in Svizzera si mostra del tutto indifferente all'inversione di tendenza dei tassi d'interesse (iStock)

Case e appartamenti costano sempre di più

I tassi aumentano, l'offerta è limitata e accresce la domanda. C'è da preoccuparsi? Marzio Minoli: "Bisogna essere ben informati prima di decidere"

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Il mercato delle abitazioni primarie in Svizzera si mostra del tutto indifferente all'inversione di tendenza dei tassi d'interesse. L'offerta tuttora molto limitata contribuisce a far salire i prezzi, anche dopo l'aumento del costo delle ipoteche a lungo termine. Secondo un'analisi svolta dagli economisti del gruppo bancario sangallese Raiffeisen la domanda continua ad aumentare, mentre le riserve di sfitti si stanno esaurendo.

A preoccupare gli esperti, ad esempio, è il mercato delle abitazioni in locazione. Dopo anni di eccesso di offerta, i segnali vanno verso la carenza: "A causa dell'immigrazione, dello stile di vita più individuale e dell'invecchiamento demografico la domanda continua ad aumentare, mentre al contempo vengono costruite sempre meno abitazioni. Pertanto è solo una questione di tempo prima che intervenga un forte aumento dei canoni d'affitto", afferma nel comunicato della banca Martin Neff, capo-economista Raiffeisen.

Nel secondo trimestre del 2022, come riferito dall'Ufficio federale di statistica, i prezzi delle proprietà sono aumentati del 3,3% per gli appartamenti e del 2,0% per le abitazioni unifamiliari. "La cosa da dire è che seppur i tassi siano aumentati, siamo ancora a livelli molto contenuti - spiega Marzio Minoli, giornalista economico della RSI - Un'ipoteca a 10 anni, la scadenza classica, si situa ancora sotto il 3%, quindi, soprattutto per gli oggetti di fascia medio-alta, il mercato rimane solido".

Nel lungo termine quindi, la situazione dovesse rimanere tale "non ci saranno grossi sconvolgimenti - continua Minoli - Certo, la pressione inflazionistica cresce, ma anche le banche centrali e, a cascata, le banche commerciali, dovranno stare attente a rialzare troppo i tassi. Non dimentichiamo che si tratta di inflazione spesso importata (petrolio, gas, energia in generale) e da scarsità di offerta. Aumentare i tassi vorrebbe dire mettere in pericolo molte famiglie. Le scelte dovranno essere molto ponderate".

 

Per chi è in affitto però, se la tendenza rimane quella di un continuo aumento dei tassi, a lungo termine una ripercussione sulle pigioni "è inevitabile - sottolinea - Bisogna stare bene attenti alle condizioni del contratto di locazione. Non dimentichiamo che i tassi d’interesse vengono pagati anche da chi decide di ristrutturare prendendo soldi a prestito, e quindi si possono prevedere degli adeguamenti anche per immobili vecchi, magari con le ipoteche già estinte. Insomma, bisogna essere ben informati prima di decidere".

I tassi però, come detto prima, restano interessanti per chi sceglie di comprare, ma è più conveniente la proprietà dell’affitto? "Non vi è una risposta che vale per tutto. Se vivo in un centro urbano importante, gli affitti stanno raggiungendo livelli molto alti, costringendo molte persone a cambiare domicilio. D’altro canto avere una proprietà in questi luoghi è altrettanto difficile. Certo, a livello di costi mensili costa meno l’ipoteca. Ricordiamoci che pagando l’ipoteca sto finanziando un investimento e ho una proprietà. L’affitto è un costo puro che viene perso", continua Minoli.

Vivere nelle periferie è quindi più conveniente ad oggi, ma "il fenomeno dello spostamento di molte persone dai centri potrebbe innescare un meccanismo di domanda-offerta che potrebbe far aumentare i prezzi anche in queste zone. Senza dimenticare che la pandemia ha portato molte persone a preferire soluzione abitative in località meno affollate", conclude.

Gis/ATS
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