Come ricostruire l’Ucraina?

L'invasione russa ha già causato centinaia di miliardi di dollari di danni: il futuro del paese dipenderà anche dagli aiuti internazionali - Centrale il ruolo della conferenza di Lugano

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Centinaia di miliardi di dollari di danni a causa dell'invasione russa e l’Ucraina, oltre alle grandi sofferenze legate al conflitto, deve fare i conti pure con un calo del PIL stimato ormai al 50%. Il futuro del paese dipenderà dall’esito della guerra ma anche dagli aiuti internazionali su cui potrà contare per rimettere in piedi le sue infrastrutture e le sue aziende. Una questione a cui sarà dedicata la Conferenza sul rilancio dell’Ucraina, in agenda a inizio luglio a Lugano.

"Necessari anche capitali privati"

Matteo Patrone gestisce le attività in Ucraina della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo: ai microfoni di Tempi Moderni - il magazine economico della RSI - spiega che a suo giudizio per ricostruire il Paese non basteranno gli aiuti internazionali e l’intervento della comunità delle banche di sviluppo, ma occorreranno pure i capitali privati. Le condizioni in Ucraina sono comunque estremamente difficili, ha dichiarato Patrone a Tempi Moderni, per le autorità ucraine il conflitto non si concluderà presto, quindi sarà un'economia di guerra nei prossimi anni.

Sempre a Tempi Moderni è stato ospite Pietro Veglio, già direttore esecutivo della Banca Mondiale: per lui è importante cominciare a farsi un’idea del piano di ricostruzione anche a conflitto ancora in corso. Prima di ricostruire le infrastrutture occorrerà però liberare dalle mine e dalle munizioni inesplose il paese e rafforzare gli aiuti umanitari.

 

Questo e altri temi sono stati affrontati dalla trasmissione Tempi Moderni (#rsitempimoderni) il magazine economico della RSI in onda ogni domenica alle 21:55 su RSI LA1. La trasmissione è disponibile anche online:

 
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