L'ex CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz
L'ex CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz (keystone)

Due banchieri, due storie

L'ex CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz alla sbarra da martedì, l'ex di Credit Suisse Oswald Grübel attacca l'attuale management

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Si apre martedì e durerà almeno cinque giorni l'atteso processo all'ex presidente della direzione di Raiffeisen Pierin Vincenz. Un tempo banchiere molto reputato, il 65enne Vincenz sarà alla sbarra come ex presidente del consiglio di amministrazione, dal 1999 al 2017, della società di carte di credito Aduno (ora Viseca) e come ex Ceo (1999-2015) della cooperativa Raiffeisen Svizzera, che sotto la sua guida è diventata il terzo gruppo bancario del Paese.

Insieme a lui sul banco degli accusati compariranno anche il consulente finanziario ed ex numero uno di Aduno Beat Stocker, 61 anni, e cinque coimputati. Vincenz e Stocker sono stati arrestati alla fine di febbraio 2018 ed hanno passato 106 giorni in detenzione preventiva. I due colleghi in affari sono accusati di truffa per mestiere, appropriazione indebita, falsità in documenti, amministrazione infedele e corruzione passiva. Gli altri cinque coimputati devono rispondere di favoreggiamento in singoli casi. Pierin Vincenz è inoltre accusato di aver accollato a Raiffeisen più di 450'000 franchi di spese per visite in locali a luci rosse e viaggi privati.

Le critiche a CS dell'ex Oswald Grübel

Sempre in ambito bancario, ma cambiando istituto, l'ex Ceo di Credit Suisse (CS) Oswald Grübel non risparmia le critiche ai suoi successori alla testa della banca. "Quando un'azienda sperimenta così tante crisi nel corso degli anni la ragione è da ricercare nella cattiva dirigenza", afferma in un'intervista alla NZZ am Sonntag.

L'ex numero uno di Credit Suisse Oswald Grübel
L'ex numero uno di Credit Suisse Oswald Grübel (keystone)

Visto che i vertici non funzionavano a dovere molti eccellenti manager hanno lasciato la banca, afferma il 78enne. Questo è stato uno dei fattori che ha portato alle perdite miliardarie subite nei dissesti della società anglo-australiana Greensill Capital e dell'americana Archegos Capital. "Entrambi gli eventi vanno inseriti nella categoria errori da principiante: con un buon controllo dei rischi non sarebbero mai successi", sostiene colui che è stato presidente della direzione sia di CS (2003-2007) che di UBS (2009-2011).

"In una tale situazione, la banca ha bisogno di una figura di identificazione credibile che possa radunare il personale dietro di sé", prosegue l'intervistato. "Credit Suisse soffre attualmente di tensioni interne tra la cultura svizzera e la comprensione anglosassone degli affari; la dirigenza deve essere accettata in entrambi i campi ed essere in grado di agire".

 
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