Immagine d'archivio (©Keystone)

La BNS sceglie la continuità

L'istituto di emissione lascia invariato il suo tasso guida (-0,75) confermando anche gli interessi negativi sui conti giro

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La Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene invariata la sua politica monetaria: l'istituto d'emissione lascia fermo al -0,75% il suo tasso guida, confermando anche gli interessi negativi, pure dello 0,75%, sui conti giro presso la BNS. Per questi ultimi sarà però aumentato l'importo (franchigia) fino al quale le banche non dovranno pagare interessi negativi.

 

Vi era molta attesa per conoscere l'orientamento comunicato giovedì mattina; le previsioni degli analisti non erano infatti concordi e non mancavano gli esperti - circa un terzo - che scommettevano su ulteriore abbassamento del tasso guida al -1,00%. Sui mercati, il franco ha reagito con un leggero rafforzamento nei confronti dell'euro, sceso sotto la soglia di 1,10.

Ricordiamo che ieri, mercoledì, La Banca centrale americana (FED) ha deciso di portare il tasso direttore tra l'1,75% e il 2%. La decisione è stata presa a maggioranza e la misura potrebbe essere ribadita entro la fine dell'anno per contrastare un aumento dei rischi per l'economia.

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Per inquadrare le decisione

Come leggere la decisione della Banca nazionale svizzera? Perché la politica dei tassi negativi? Per quanto può durare ancora e con quali gli effetti? Chi ci guadagna e chi ci perde? Quali alternative ci sono? Sono alcune delle domande alle quali risponderà la puntata di Modem di venerdì 20 settembre (in onda su Rete Uno alle 8.20) che ospiterà: Sergio Rossi (professore di macroeconomia e economia monetaria all’Università di Friburgo), Alberto Petruzzella (presidente Associazione bancaria ticinese) e Luca Fasani (responsabile della trasmissione economica RSI Tempi moderni), ma proporrà pure le interviste a Stefan Brupbacher (direttore di Swissmem) e Daniel Lampart (capo economista dell’Unione sindacale svizzera, già membro del consiglio di banca della BNS).

ATS/SP
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