Il problema è sentito soprattutto lungo il Reno ma non solo (keystone)

La siccità provoca perdite miliardarie

Il calo del livello dei fiumi mette in crisi il settore dei trasporti e pone problemi di approvvigionamento energetico

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La siccità che sta attanagliando l'Europa ha delle gravi conseguenze sui livelli dei fiumi. Il livello dei corsi d'acqua è sceso drasticamente e i costi sono enormi, anche dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico.

A quantificarli è stata l’agenzia Bloomberg: tramite la rete di canali e fiumi europei si trasportano annualmente circa un milione di tonnellate di merci per ogni abitante dell'Unione Europea. E solo il settore trasporti contribuisce per 80 miliardi di dollari all'economia delle regioni coinvolte. Il calo dei livelli, quindi, sta mettendo in pericolo proprio queste attività. Se pensiamo che nella regione di Colonia il Reno negli ultimi 11 anni ha oscillato tra i 2 e i 4 metri di profondità e ora siamo a 90 centimetri. Più a nord a Duisburg il livello del Reno, per essere economicamente sostenibile, deve essere di un metro e 50 centimetri. Oggi siamo a un metro e 75. Tra poco quindi, se continuerà questa situazione, non converrà più trasportare via fiume.

 

Ma i problemi non toccano solo il Reno: questo è un fiume molto importante, pilastro dell’economia tedesca, ma anche svizzera e olandese. Ma poi ci sono ad esempio il Danubio e il Po. Il Danubio, con i suoi 2’900 chilometri che sfocia nel Mar Nero è essenziale per il trasporto di grano, senza dimenticare l'importante settore turistico, con le crociere spesso interrotte.  Il Po ha raggiunto livelli che non si vedevano da 70 anni, costringendo i coltivatori di riso a tagliare le piantine. Non dimentichiamo che la pianura padana contribuisce per il 30% della produzione agricola italiana. E alla foce, dove si allevano cozze e vongole, la putrefazione delle alghe sottrae ossigeno, mettendo a repentaglio questi allevamenti.

 

Problemi per le centrali nucleari

Il problema dei fiumi in secca pone anche problemi di approvvigionamento energetico: oltre ai problemi di trasporto di carbone e prodotti petroliferi sul Reno, in Francia il Rodano e la Garonne non garantiscono più la possibilità di raffreddare adeguatamente le centrali nucleari francesi. Questo perché oltre alla scarsità d'acqua si aggiunge un altro elemento, ovvero il riscaldamento dei fiumi. Insomma, non bastava la guerra in Ucraina a mettere sotto pressione i prezzi dell'energia, ora dobbiamo fare i conti con la siccità.

Radiogiornale-Minoli/Red.MM
Condividi