"Nelle banche USA nessuno ti chiede niente"

Gli Stati Uniti sono il principale paradiso fiscale e la Svizzera il secondo. "Ma il primo - dice Paolo Bernasconi - ha un vantaggio enorme"

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"Il paradiso fiscale americano è un paradiso colossale. Nel senso che tutta la loro economia si regge su questo sistema".

Così l'avvocato ed ex procuratore Paolo Bernasconi commenta la classifica contenuta nel rapporto 2022 sulla trasparenza fiscale pubblicato lunedì dall’organizzazione britannica Tax Justice Network (TJN) che vede gli Stati Uniti primi e la Svizzera salire dal terzo al secondo posto.

"Non è il Giro di Francia - aggiunge Bernasconi - e nemmeno il Giro d'Italia: conta chi è nel plotone di testa. E la Svizzera da sempre è nel plotone di testa. Ma bisogna considerare anche le distanze. Nel senso che il primo arrivato, gli Stati Uniti, ha un vantaggio enorme sia sul secondo arrivato che sul terzo e sul plotone di testa".

"Negli Stati Uniti - prosegue - chiunque può andare in banca e nessuno ti chiede niente quando apri un conto e anche quando lo apri a nome di una società". "Gli Stati Uniti - continua Bernasconi - pensano esclusivamente al loro interesse e non sono solidali. Lo possono fare perché hanno il dollaro e quindi comandano".

A questa classifica per essere esaustiva (1. USA, 2. Svizzera, 3. Singapore, 4. Hong Kong, 5. Lussemburgo, 6. Giappone, 7. Germania, 8. Emirati Arabi Uniti, 9. Isole Vergini Britanniche, 10. Guernsey) manca insomma "la distanza tra il primo e gli altri nel plotone di testa", sostiene Bernasconi.

E mancano pure due nomi illustri: Cina e Dubai. "La Cina negli ultimi anni ha aperto almeno 50 o 60 free zones, ovvero zone offshore si può fare quello che si vuole", spiega l'ex procuratore luganese. "E dove sono finiti i miliardi degli oligarchi russi che erano in Svizzera? Dove sono finiti gli yacht? Dove sono partiti? Sono partiti verso Dubai", conclude.

Joe Pieracci

 
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