(keystone)

“La peggiore sconfitta di sempre”

A colloquio con il politologo Bressanelli del King's College di Londra dopo la bocciatura dell’accordo sulla Brexit. “May resterà al suo posto”

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Il rifiuto del parlamento britannico dell'accordo raggiunto per la Brexit non chiude un discorso, ma ne inaugura diversi altri. Abbiamo cercato di capire, con il politologo del King’s college di Londra Edoardo Bressanelli, quali siano i principali e con quali implicazioni.

Professor Bressanelli, il presidente della Commissione Europea Juncker ha detto che il rischio di una Brexit senza accordo è ora accresciuto. Condivide questa visione?

“Juncker ha ragione, la sconfitta di Theresa May alla camera dei Comuni è la più grave per un leader, per trovare qualcosa di paragonabile bisogna tornare agli anni ’20 del ‘900”.

Oggi il Governo di Theresa May sarà sottoposto a un voto di fiducia che però dovrebbe lasciare tutto così com’è…

“In tempi normali Theresa May sarebbe costretta, prima di tutto dal suo partito, a farsi da parte. Questi però non sono tempi normali per la politica britannica, sono anzi straordinari e dunque è assai probabile che stasera la May sarà ancora la leader del partito conservatore, sarà ancora primo ministro e soprattutto sarà ancora la persona che riprenderà il dialogo, forse anche dei negoziati, con l’Unione Europea e con parlamento e opposizione per cercare di trovare il bandolo della matassa”.

 

Quali sono le opzioni che restano sul tavolo?

“È molto difficile pensare a un referendum, almeno con questo governo perché ci vorrebbe un atto parlamentare. Un no-deal? Questa è l’opzione di default, al tempo stesso però la camera dei Comuni è contraria al ‘no-deal’: c’è una maggioranza contro un’uscita senza accordo, ma non ce n’è una a favore di un’altra opzione. Si può però ben ipotizzare che piuttosto che un ‘no-deal’ la camera chieda un’estensione dell’articolo 50 (quello che fissa i tempi del divorzio, ndr) o una revoca. Una revoca avrebbe però un costo molto alto per il partito conservatore”.

Professor Bressanelli, quali sono le possibilità della cosiddetta “opzione norvegese”?

“L’opzione norvegese presenta un rischio molto grande: la libera circolazione. La libertà di circolazione è infatti un ‘mantra’ che anche a livello elettorale ha dei costi molto elevati per il partito conservatore, ma forse anche per il partito laburista, almeno in certe aree del paese”.

Due anni e mezzo di negoziati e l’incertezza sulla Brexit regna ancora sovrana. Come si è arrivati a questo punto?

“Quando Theresa May disse ‘Brexit significa Brexit’… ecco, il problema è che il significato vero della Brexit non è mai stato chiarito. Il compromesso non è mai diventato una vera e propria strategia, è stato usato unicamente per tenere unite le varie anime del partito. Alla luce della straordinaria e storica sconfitta di martedì sera di May alla camera dei Comuni si è però visto come questo tentativo non abbia funzionato”.

RG/Andrea Ostinelli/ Red. MM
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