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Bambini nel mirino

L’attacco alla scuola iraniana richiama altri episodi in cui i minori sono finiti vittime di tragici errori o azioni deliberate

  • Un'ora fa
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I bambini vittime collaterali sullo sfondo della guerra

Telegiornale 13.03.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Elena Boromeo 

Il 28 febbraio un missile Tomahawk di fabbricazione americana colpisce in pieno una scuola elementare nel sud dell’Iran. È il primo giorno della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica. Le vittime sono più di 170, secondo le autorità iraniane: in gran parte bambini. Dopo dinieghi e silenzi, la stampa americana fa emergere la responsabilità del Pentagono: si sarebbe trattato di un tragico errore.

Delle storie di questi bambini non sappiamo quasi niente, così come di quelle di tanti altri, vittime collaterali, sullo sfondo di queste nuove guerre divampate in Medio Oriente.

Di Amina – sette anni all’epoca dei fatti – sappiamo solo che stava dormendo nella sua casa nel deserto del Negev, quando il frammento di un missile iraniano ha colpito il tetto. Gravemente ferita, è riuscita a sopravvivere. Lei, figlia di una famiglia di beduini, è stata l’unica vittima dei missili iraniani lanciati su Israele nell’aprile del 2024.

Nel luglio dello stesso anno, un razzo lanciato dai miliziani di Hezbollah in Libano è atterrato su un campo da calcio sulle alture del Golan occupate da Israele, mentre dei bambini giocavano a calcio. Le vittime sono 12. Quasi tutti hanno meno di 16 anni e sono membri della comunità drusa, una minoranza etnica di lingua araba.

Due mesi dopo, a settembre, il mondo assiste a bocca aperta a un’operazione israeliana di intelligence senza precedenti. I cercapersone dei miliziani di Hezbollah in Libano esplodono simultaneamente. In una casa nella valle della Beqa, una bambina è appena tornata da scuola quando sente il cercapersone del padre suonare e decide di portarglielo. Fatima muore nell’esplosione a dieci anni.

Queste solo alcune delle migliaia e migliaia di storie di bambini coinvolti loro malgrado nelle guerre recenti. A Gaza secondo le organizzazioni umanitarie oltre 50’000 minori sono stati uccisi o feriti.

Il confine tra fatalità, tra attacco deliberato e ciò che gli eserciti considerano un danno collaterale – ovvero le uccisioni inevitabili di civili – è confuso. E così lo diventa anche ciò che un giorno dovrà passare alla storia come tragico errore o crimine di guerra.

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