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Macron: La guerra in Iran non “ci distoglierà dall’Ucraina”

Il presidente francese ha ricevuto il presidente ucraino Zelensky all’Eliseo, dove entrambi hanno criticato la decisione di Trump di sospendere temporaneamente le sanzioni USA sul petrolio russo

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  • 52 minuti fa
Macron e Zelensky durante il loro incontro a Parigi

Macron e Zelensky durante il loro incontro a Parigi

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Di: SEIDISERA - Davide Maria de Luca / AFP / Tieffe 

“Nulla ci distoglierà dall’Ucraina”. È quanto dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron venerdì, ricevendo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’Eliseo. “Oggi la Russia forse crede che la guerra in Iran le offrirà una tregua. Si sbaglia”, ha continuato, minimizzando la portata della sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo.

Anche secondo Zelensky, la deroga di 30 giorni per l’acquisto di petrolio russo - volta a cercare di frenare l’impennata dei prezzi causata dalla guerra contro l’Iran - “non è la giusta decisione” e non aiuterà a portare a termine il conflitto in Ucraina che si protrae da più di quattro anni.

Durante la conferenza stampa dei due presidenti, Macron ha poi evidenziato: “È strano vedere la Russia invocare un cessate il fuoco in Medio oriente mentre continua a rifiutare con ostinazione, da più di un anno, la tregua più volte chiesta dal presidente Trump per l’Ucraina”.

Nel frattempo, a Kiev cresce la preoccupazione per la distrazione causata dalla guerra contro l’Iran.

Secondo Davide Maria De Luca, collaboratore RSI dall’Ucraina, questa apprensione ha “sostituito l’iniziale soddisfazione che c’era stata nei primi giorni nel vedere un altro alleato di Mosca cadere sotto le bombe americane”.

“La questione dell’energia è proprio in cima alla lista delle preoccupazioni di Kiev”, ha continuato De Luca ai microfoni di SEIDISERA, “soprattutto perché proprio ora che la situazione economica della Russia sembrava farsi più difficile, questo rialzo nei prezzi può essere un importante sollievo per Mosca”.

Tra le altre preoccupazioni, il consumo delle difese aeree da parte degli statunitensi, dei loro alleati israeliani e dai Paesi del Golfo. “Tutti questi missili intercettori sparati nel Golfo sono missili in meno per Kiev”, ha spiegato De Luca.

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