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La guerra in Iran accelera la corsa al bunker privato

Una società texana ne fornisce per tutte le evenienze e per tutte le tasche - Aveva aperto una filiale a Dubai proprio prima del conflitto e le chiamate fioccano

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Il business dei bunker antiatomici

Telegiornale 13.03.2026, 12:30

Di: AFP/pon 

Il telefono di Ron Hubbard dall’inizio della guerra in Medio Oriente non smette di squillare. “Vuoi un rifugio antibombe o un rifugio antitornado?”, chiede l’imprenditore texano. “Antibombe”, per 10 persone, risponde un cliente dalla Florida. Sì, perché quello che Hubbard fornisce con la sua Atlas Survival Shelters sono bunker di tutte le taglie, per tutte le evenienze e per tutte le tasche. Fra i suoi clienti, Mark Zuckerberg, Kim Kardashian e lo youtuber MrBeast.

“Abbiamo riscontrato un forte aumento dall’inizio della guerra in Iran, principalmente nei paesi del Golfo”, spiega il 63enne. “Ironia della sorte, abbiamo aperto i nostri uffici a Dubai il 26 febbraio, 48 ore prima dell’inizio della guerra, il nostro tempismo è stato ideale, il che ci permette di rispondere alla domanda.” A Sulphur Springs, una piccola città del Texas, l’azienda ha già ricevuto chiamate dal Qatar, dal Pakistan e per l’appunto da Dubai, dove un cliente desidera un rifugio che gli permetta di sopravvivere per cinque anni.

“La domanda per questo tipo di prodotto è al suo massimo in questo momento, non l’ho mai vista prima”, insiste il signor Hubbard. Per rispondere alle richieste dei mercati esteri, Atlas concede licenze a imprese locali e quando un contratto viene concluso, una parte del suo personale si reca sul posto per supervisionare i lavori, il che permette di ridurre i costi. Ma la domanda non proviene solo dai Paesi sotto le bombe. Aumenta anche negli Stati Uniti.

Nel cortile della fabbrica, una ventina di rifugi, simili a container in acciaio, sono pronti per essere spediti. Altri quaranta ordini sono in produzione e Ron Hubbard stima che nei prossimi due mesi la sua azienda potrebbe realizzare un fatturato superiore a quello degli ultimi tre anni. Un rifugio di base, progettato per quattro persone per rimanere fino a una settimana sottoterra nel loro giardino e resistere a bombardamenti e radiazioni, costa circa 25’000 dollari. I più sofisticati, progettati per sopravvivere anni, possono costare diversi milioni di dollari, a seconda della quantità di cibo, energia e acqua immagazzinate, oltre che del lusso degli interni.

“Nessuno pensa più che qualcuno sia pazzo perché ha bisogno di un rifugio antiaereo, soprattutto con l’incerto futuro che ci attende”, sottolinea Ron Hubbard.

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