Al confine, dialogo a distanza

Emergenza a Como: sui migranti minorenni respinti, un confronto tra Amnesty International e le Guardie di Confine

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Da Como ci vogliono 9 minuti in treno per raggiungere Chiasso. Nove minuti che per i migranti accampati alla stazione del città lariana sono diventati una sorta di eterno ritorno dell'uguale. Si sale a Como, si attraversa la frontiera, si viene respinti a Chiasso.

Per un mese circa le Guardie di confine hanno rifiutato interviste televisive. Solo risposte per iscritto. E solo da Berna. Una scelta comunicativa che ha destato qualche sospetto.

"È stato solo perché non potevamo dare retta a tutti i giornalisti. Avevamo bisogno degli uomini sul campo". Adesso che il comandante Mauro Antonini può parlare di nuovo, respinge questa e le altre critiche.

Le critiche che vengono da organizzazioni umanitarie ed esponenti politici: le Guardie ignorerebbero le richieste di asilo, cioè non le passerebbero alla Segreteria di stato della migrazione competente in materia, farebbero perquisizioni invasive, ergerebbero insomma un ingiustificato muro di gomma al confine.

Tanto più odioso, quanto più impermeabile alle domande delle persone vulnerabili: donne incinte e minorenni non accompagnati.

Nei servizi che vi proponiamo qui cerchiamo di imbastire un dialogo a distanza tra Amnesty international, che ha raccolto testimonianze di violazioni da parte di minorenni e le risposte delle Guardie di confine.

Alessandro Chiara

Dal TG20:

Le denunce dei migranti a Como

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TG 20 di giovedì 25.08.2016

La risposta delle Guardie di Confine

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TG 20 di giovedì 25.08.2016

 

 

 

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