In Florida per sostenere chi protesta a Cuba c'è chi invoca apertamente l'intervento militare USA (Keystone)

Altre sanzioni contro Cuba

Washington interviene nei confronti dei presunti responsabili della repressione: un ministro e le brigate speciali - Joe Biden: è solo l'inizio

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Gli Stati Uniti hanno adottato nuove sanzioni contro Cuba. Le ha annunciate il Dipartimento del tesoro, spiegando che sono state decise in risposta alla repressione delle proteste dell'11 luglio scorso quando, cosa mai avvenuta in passato, migliaia di persone sono scese in piazza per esprimere la loro insoddisfazione nei confronti del governo per la gestione della pandemia, la situazione economica e la mancanza di libertà. Nel mirino dell'amministrazione di Joe Biden sono finiti il ministro delle forze armate rivoluzionarie Álvaro Lopez Miera e le brigate speciali del ministero dell'interno (i cosiddetti Boinas negras, i berretti neri) cui sono stati congelati i beni per aver avuto un ruolo fondamentale nei fatti avvenuti nelle ultime settimane sull'isola. La replica de L'Avana è stata affidata al ministro degli esteri Bruno Rodriguez. Ha respinto le misure decise da Washington con un tweet poiché "infondate e calunniose". Poi davanti ai media ha affermato che gli Stati Uniti non hanno "autorità legale, politica o morale" per sanzionare delle persone.

Cuba, proteste senza precedenti

Cuba, proteste senza precedenti

TG 20 di lunedì 12.07.2021

 

Il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price ha spiegato che le misure sono state prese: "nei confronti dei responsabili della repressione a Cuba contro coloro che non stanno facendo altro che esercitare i loro diritti universali". Negli scontri con le forze dell'ordine intervenute per disperdere i manifestanti vi erano stati un morto, numerosi feriti e un centinaio di arresti.

Le sanzioni decise nei confronti del ministro e dei berretti neri sono più che altro simboliche. I loro beni saranno congelati. Inoltre sarà loro precluso l'accesso al sistema finanziario americano. Ma "si tratta soltanto di un inizio", ha spiegato il presidente Joe Biden in un comunicato che condanna "le detenzioni di massa e i processi farsa" e assicura che "gli Stati Uniti stanno con i coraggiosi cubani che sono scesi in piazza per opporsi a 62 anni di repressione sotto un regime comunista".

Parole figlie di una stagione ben diversa da quella del dialogo e dell'apertura di cui fu protagonista Barack Obama. La situazione a Cuba è molto grave  - la pandemia si è innestata sulla peggior crisi economica degli ultimi trent'anni - e in molti negli Stati Uniti la ritengono molto favorevole per giungere al superamento del regime comunista nato dopo la rivoluzione castrista.

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