Un'armeria a Shandaken, nello Stato di New York
Un'armeria a Shandaken, nello Stato di New York (keystone)

Armi e aborto, New York replica alla Corte Suprema

Il Parlamento dello Stato vara nuove restrizioni sul possesso e sul porto di pistole e fucili e mira a iscrivere il diritto all'interruzione di gravidanza nella Costituzione

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Una settimana dopo la sentenza della Corte Suprema che ha cancellato la legge dello Stato di New York che limitava la possibilità di girare armati, il Parlamento dello Stato di New York ha varato una legge che vieta pistole e fucili in molti luoghi pubblici, come metropolitana, bus, parchi, ospedali, stadi e anche Time Square, uno dei maggiori incroci di New York.

La legge prevede inoltre che chi chiede la licenza per un'arma debba sottoporsi a 16 ore di addestramento e a due ore di tiro al bersaglio, come pure ad una intervista in persona e ad un esame scritto. I richiedenti saranno soggetti all'esame di dirigenti locali, che manterranno una qualche discrezione nell'iter per la licenza.

Nella loro decisione i nove giudici – cinque conservatori e quattro progressisti - del massimo tribunale americano avevano sostenuto che la precedente legge di New York violava il secondo emendamento riconoscendo però ai singoli Stati la facoltà di regolamentare dove si possono portare le armi.

Il dibattito sulle armi è tornato di strettissima attualità negli Stati Uniti, dopo il massacro di Uvalde, in Texas, dove un 18enne ha ucciso, lo scorso 24 maggio, 19 alunni e due insegnanti di una scuola elementare.

 
USA, svolta importante sulle armi

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TG 20 di domenica 12.06.2022

 

Emendamento sull'aborto

Lo stato di New York ha risposto anche alla sentenza con cui la Corte Suprema ha abolito la "Roe v. Wade", che nel 1973 aveva legalizzato l'aborto a livello federale: il Senato ha approvato un emendamento per sancire nella costituzione dell'Empire State il diritto all'interruzione della gravidanza, nonché l'accesso alla contraccezione.

La misura, che vieta pure ogni tipo di discriminazione razziale, etnica, sessuale, deve essere ora approvata dalla Camera e poi sottoposta a referendum in novembre.

ATS/Red.MM
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