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Tra riarmi e venti di guerra: “Il sogno di pace europeo affievolito”

Macron annuncia una nuova portaerei e diversi Paesi UE spingono convinti sul riarmo - L’intervista all’ex generale italiano Camporini: “L’Europa potrebbe adottare il modello NATO”

  • 22.12.2025, 15:12
  • 22.12.2025, 15:38
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Riarmo europeo, l'opinione del generale Camporini

Telegiornale 22.12.2025, 12:30

Di: Telegiornale-Gregorio Schira/dielle 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha approfittato della visita negli Emirati Arabi lunedì per annunciare ufficialmente la costruzione di una nuova portaerei. Un annuncio che ha diversi significati militari, strategici, politici ed economici e che arriva in un momento storico molto particolare per l’Europa. Da tempo a Bruxelles si discute di un importante riarmo, e in sempre più Paesi si torna a parlare di leva obbligatoria.

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La nuova portaerei di Macron

Telegiornale 22.12.2025, 12:30

Ma davvero il rischio di una guerra è così elevato? Il Telegiornale RSI lo ha chiesto all’ex generale dell’aeronautica italiana Vincenzo Camporini

“Diciamo che il rischio di nuovi episodi bellici credo che sia indubitabile. L’atteggiamento di Mosca da questo punto di vista lascia poco spazio alla fantasia e Putin ha dichiarato più volte che le sue ambizioni vanno ben al di là del Donbass. Non dimentichiamo che disse ‘voglio riprendere quello che era mio’ e la domanda da porci è quindi che cosa considerava suo? Insomma, il momento è serio, la Germania ha avviato un grosso programma di riarmo, che presuppone anche una ricostituzione dal punto di vista dell’organico. I numeri sono infatti un problema un po’ per tutti quanti, io ricordo sempre che il grande esercito britannico, la British Army, oggi ha un totale di 72’000 effettivi, a fronte del milione mezzo di russi, quindi questo è sicuramente un problema per tutti. Diciamo che gli eventi occorsi dal febbraio 2022 a oggi sono tali per cui il sogno di una pace consolidata e duratura in Europa si è molto affievolito, per usare un eufemismo”.

Vediamo, come ha spiegato lei, che i vari Stati si stanno organizzando… ma è così inimmaginabile un’organizzazione più europea e integrata?

“In realtà non è necessario. Prendiamo ad esempio il modello NATO, che non ha un esercito suo. La NATO utilizza le forze che i singoli Paesi di volta in volta mettono a disposizione secondo delle procedure consolidate e che hanno dato prova di essere funzionanti, con l’autorità su certi reparti che viene trasferita al Comando centrale dell’Alleanza. Si potrebbe replicare questo modello anche in ambito europeo, quello che però manca all’Europa è appunto un centro di pianificazione, comando e controllo, proprio come quello molto raffinato e molto articolato della NATO”.

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