Le famiglie delle vittime temevano che Breivik avrebbe usato la procedura come piattaforma politica, e così è stato
Le famiglie delle vittime temevano che Breivik avrebbe usato la procedura come piattaforma politica, e così è stato (keystone)

Breivik torna a fare propaganda

Durante la procedura per chiedere il proprio rilascio, destinata alla bocciatura, l’estremista ha fatto il saluto hitleriano e ha esposto un cartello

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Saluto hitleriano, propaganda... Anders Behring Breivik, l’estremista di destra norvegese, non si è risparmiato oggi (martedì) nel primo giorno della procedura, dolorosa per il Paese e apparentemente destinata alla bocciatura, per chiedere il proprio rilascio, appena 10 anni dopo aver ucciso 77 persone in Norvegia.

Se l'esito del procedimento di tre giorni, trasferito per motivi di sicurezza nella palestra della prigione di Skien (sud) dove è incarcerato, sembra essere scontato, i sopravvissuti e i parenti delle vittime temono che Breivik lo usi come piattaforma politica.

E l'estremista di destra, ora 42enne, ha confermato i timori: testa rasata e pizzetto ordinato, è entrato con un cartello "Fermate il vostro genocidio contro le nostre nazioni bianche" in inglese sulla sua valigetta e sul vestito scuro, e si è poi rivolto ai giornalisti con osservazioni politiche facendo appunto un saluto nazista all'arrivo dei tre giudici, a cui si è presentato come "candidato parlamentare del movimento nazista".

Atti trasmessi dai media

I sopravvissuti e le famiglie delle vittime hanno reagito con forza all'attenzione che gli è stata dedicata, considerando che i tre giorni di processo vengono trasmessi integralmente con un leggero ritardo da alcuni media.

"Non è perché è 'oltraggioso' o 'doloroso' che penso che Breivik non dovrebbe stare in TV", ha twittato Elin L'Estrange, che è sopravvissuta agli attacchi, "ma è perché è un simbolo dell'estrema destra che ha già ispirato diversi altri omicidi di massa".

 

Il 22 luglio 2011, Breivik ha prima fatto esplodere una bomba vicino alla sede del governo di Oslo, uccidendo otto persone, e poi ne ha uccise altre 69, per lo più adolescenti, aprendo il fuoco su un campo estivo della Gioventù Laburista sull'isola di Utøya. L'assassino, ora 42enne, incolpava le sue vittime di essere multiculturali. Nel 2012 è stato condannato a 21 anni di prigione con possibilità di estensione.

Test per lo Stato di diritto

"Come in ogni altro stato di diritto, un condannato ha il diritto di chiedere la libertà condizionata e Breivik ha deciso di fare uso di questo diritto", ha detto il suo avvocato, Øystein Storrvik, all'AFP prima dell'udienza. La richiesta di libertà vigilata non ha secondo gli osservatori alcuna possibilità di successo, ma è vista come una prova che lo Stato di diritto - che Breivik aveva cercato di distruggere - deve superare trattando l'estremista come qualsiasi altro imputato. "Deve avere i diritti che uno Stato di diritto gli dà. Non per il suo bene, ma per il nostro. Nessun terrorista dovrebbe essere in grado di cambiare il nostro modello di governo e i diritti legali che si applicano a tutti i cittadini norvegesi", ha scritto martedì il popolare giornale Verdens Gang in un editoriale.

Breivik chiede la liberta condizionale

Breivik chiede la liberta condizionale

TG 12:30 di martedì 18.01.2022

 

Nel 2016, Breivik, che in prigione ha a disposizione tre celle, un televisore con lettore DVD, una console per i videogiochi e una macchina da scrivere, era riuscito a far condannare lo Stato norvegese per trattamento "disumano" e "degradante" a causa del modo in cui era tenuto separato dagli altri prigionieri. La sentenza è stata poi però ribaltata in appello.

In tribunale e in alcune lettere, in particolare all'agenzia AFP, Breivik ha detto in passato di aver rinunciato alla violenza, paragonandosi anche a Nelson Mandela, ma non ha mai espresso un rimorso credibile. "Non ha in alcun modo preso le distanze dall'omicidio di massa che ha commesso, che considera totalmente legittimo", ha sostenuto Tore Bjørgo, direttore del Centro di ricerca sull'estremismo di destra (C-REX) all'Università di Oslo.

Le vittime e l’attenzione eccessiva

La mattinata è stata dedicata alla lettura della sentenza del 2012, con una il lungo elenco dei nomi delle vittime e delle circostanze della loro morte, oltre ad altre considerazioni giuridiche. Breivik, impassibile come al solito, è stato richiamato all'ordine dal giudice Dag Bjørvik quando, nel mezzo dell'udienza, ha brandito di nuovo il suo cartello.

Prima dell'udienza, il gruppo di sostegno alle famiglie delle vittime aveva detto di "incoraggiare la minore attenzione possibile al terrorista e al suo messaggio". "Trovo piuttosto assurdo che gli si permetta di ricevere così tanta attenzione chiedendo il suo rilascio dopo solo dieci anni", ha detto venerdì alla radio NRK la presidente dell'associazione, Lisbeth Kristine Røyneland.

Gli attacchi del 2011 hanno ispirato altri attentati nel mondo, tra cui spicca quello del 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda (vedi correlati).

ATS/dielle
Condividi