Emergenza alghe, aiuto ticinese

Il Messico combatte il sargasso, cresciuto a causa dei fertilizzanti finiti nell'Oceano, anche con la collaborazione di una ditta svizzera

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Il sargasso, un tipo di alga, sta crescendo esponenzialmente in tutta la zona dei Caraibi, per diverse cause. Gran parte del problema è dovuto ai cambiamenti climatici e agli scarichi in mare (dovuti al turismo e ai fertilizzanti usati in agricoltura).

"Quando il sargasso si accumula e si decompone emette acido solfidrico, che  provoca una perdita di ossigeno nel mare, vicino alla costa. Si forma anche una cappa che impedisce alla luce di passare e che mette a rischio erba marina e coralli", spiega la biologa Maria del Carmen Garcia, direttrice di due parchi nazionali messicani. "Il sargasso danneggia oggetti di metallo ed elettronica, si rompono televisioni, motori. Infine c’e’ un problema di salute per chi abita qui, siamo esposti alle le emisioni del Sargasso, c’e’ stata una crescita di infezioni alle orecchie e alla pelle".

Dopo due anni di massicce cancellazioni da parte di turisti, le autorità messicane della Riviera Maya stannno investendo in nuove soluzioni. Per ripulire i litorali è impegnata anche Geolife, compagnia del gruppo ticinese Bioma, che propone una soluzione naturale.

"Utilizziamo un prodotto batterico enzimatico. Con questa tecnologia tutta naturale, senza elementi chimici, stiamo decomporre il saragasso. Il risultato che si ottiene alla fine è humus che può essere utilizzato come terra agricola", spiega Victor Alvarado, distributore della tecnologia Geolife.

Messico, invasione di alghe

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TG 20 di lunedì 16.12.2019

 
RG/L. Daverio/M. Ang.
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