Epstein (al centro) era stato travolto dalle accuse di traffico e sfruttamento sessuale di minori (keystone)

Epstein, le guardie dormivano

Il New York Times: rimossi gli agenti che sorvegliavano il miliardario suicidatosi in carcere

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Emergono nuove rivelazioni sul caso Epstein: le due guardie carcerarie che avrebbero dovuto vigilare sull'ex miliardario la notte prima del suicidio si sono addormentate lasciando la cella del finanziere senza controlli per almeno tre ore. Gli agenti avrebbero poi falsificato il rapporto per nascondere il loro errore.

 

Lo riporta il New York Times citando fonti investigative dopo che due agenti della prigione federale di Manhattan sono stati rimossi e messi in aspettativa.

Jeffrey Epstein, lo ricordiamo, era stato travolto dalle accuse di traffico e sfruttamento sessuale di minorenni ed è stato trovato cadavere sabato scorso nella sua cella in una prigione di Manhattan.

"Sapesse quanto materiale scottante ho su molti potenti...". Così esattamente un anno fa, parlava lo stesso Epstein durante un colloquio con James Stewart del New York Times. Il finanziere non nascondeva di avere informazioni compromettenti sulle inclinazioni sessuali e sull'uso di droghe da parte di personalità della politica, dello spettacolo, della moda, della finanza che partecipavano ai festini che organizzava nelle sue lussuose dimore.

 

Ora sono in molti a tremare perché gli inquirenti stanno riesaminando il "black book" di Epstein, più che una rubrica di contatti una vera e propria lista nera, già pubblicata nel 2015 e rubata dalla casa del finanziere da un dipendente che tentò invano di venderla.

La lista è piena di nomi noti e del jet set e contiene il registro di volo dell'aereo privato di Epstein, il "Lolita Express" su cui portava gli amici nell'isola privata dei Caraibi. Quella "Isle of Sin", isola del peccato, dove nelle ultime ore è scattato un raid dell'FBI. Tra i nomi della lista ci sarebbero i Clinton, il presidente statunitense Donald Trump e una serie di personaggi a lui molto legati: da Steve Bannon al miliardario Tom Barrack. Proprio Trump, Barrack ed Epstein nel jet set degli anni '80 e '90 venivano chiamati "i tre moschettieri", anche se oggi tutti prendono le distanze dal finanziere suicida.

ATS/M. Ang.

 

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