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“Iran non era una minaccia, guerra iniziata su pressioni di Israele” 

Si dimette il direttore del Centro antiterrorismo USA, Joe Kent, sostenitore di Trump e veterano dell’Iraq: “Non posso in coscienza sostenere la guerra in Iran”

  • Oggi, 18:26
  • Un'ora fa
Joe Kent

Joe Kent

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Di: ATS/M. Ang. 

“Dopo molte riflessioni, ho deciso di presentare le mie dimissioni dalla posizione di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con decorrenza immediata. Non posso per motivi di coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, così sui social Joe Kent, direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense.

Kent denuncia la “campagna di disinformazione” orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media

In una lettera indirizzata al presidente statunitense Donald Trump, Kent ha denunciato la “campagna di disinformazione” orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media, che ha minato la “piattaforma America First” (prima l’America) di Trump.

Sostenitore di Trump da anni, Kent è un veterano della guerra in Iraq e, nella missiva, ha spiegato come a suo avviso le argomentazioni a sostegno dell’attacco all’Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull’entrata in guerra in Iraq nel 2003.

Kent ha quindi fatto riferimento alla sua defunta moglie Shannon, crittografa militare morta in Siria. “Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane”, ha dichiarato.

Le conseguenze delle dimissioni sull’amministrazione Trump

Con l’uscita di Kent, la direttrice dei servizi segreti Tulsi Gabbard perde un consigliere importante, uno che finora ha premuto per un approccio più moderato nella politica estera.

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Guerra in Iran, Trump critica i media

Telegiornale 16.03.2026, 20:00

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