Un'immagine del filmato
Un'immagine del filmato (Site/Twitter)

Il testamento di Anis Amri

Spunta un video, diffuso dall'IS, dove il presunto attentatore di Berlino, ucciso nel Milanese, spiega di voler vendicare i musulmani

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Sguardo fisso in camera in una città per ora sconosciuta. Anis Amri, ucciso nella notte fra giovedì e venerdì, non potrà spiegare i motivi che lo hanno spinto a sequestrare un camion e a lanciarlo a tutta velocità contro le casette di un mercatino natalizio di Berlino, provocando la morte di 12 persone e il ferimento di una cinquantina.

Ha però deciso di lasciare una sorta di testamento, in linea con altri estremisti venuti prima di lui. Nel video, diffuso dall’autoproclamato Stato islamico venerdì, lo si vede stretto in un piumino, senza barba, cuffiette bianche e sullo sfondo un ponte e un fiume. Dice che vuole vendicarsi per tutti i musulmani vittime delle incursioni aeree, facendo appello a colpire i crociati.

Il 24 enne, già conosciuto per il suo fanatismo, snocciola poche parole, le solite. Ora gli inquirenti dovranno mappare tutti i suoi spostamenti, le sue amicizie, i suoi alleati per trovare risposte più concrete. Lo stesso lavoro lo stanno facendo quelli francesi che nel carcere di massima sicurezza di Fleuy-Mérogis, attendono da mesi che Salah Abdeslam, l’uomo degli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, inizi a parlare. Fino ad ora, ha scelto la via del mutismo.

AFP/AlesS

Dal TG20:

A Milano forse non per caso

A Milano forse non per caso

TG 20 di venerdì 23.12.2016

In evidenza: Anis Amri ucciso a Milano

 
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