Il Madagascar sta vivendo da mesi una grave siccità che ha ridotto alla fame più di un milione di persone (keystone)

La COP26, i voli europei e il Madagascar

"Paghiamo il prezzo dei voli low cost europei" ha detto una ministra del Paese africano. Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con l’economista del clima Elena Verdolini

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"Paghiamo il prezzo dei voli low cost europei". Lo ha detto la ministra dell'ambiente del Madagascar alla Conferenza sul clima di Glasgow. Il Paese sta vivendo da mesi una grave siccità che ha ridotto alla fame più di un milione di persone. Ma si può davvero dare la responsabilità di questa situazione ai voli low cost europei e delle emissioni che provocano?

Il Radiogiornale ha girato la domanda alla professoressa Elena Verdolini, economista del clima, che insegna all'Università di Brescia.

“Penso che l’affermazione della ministra del Madagascar – esordisce Verdolini – vada estratta dalla nota polemica con cui è stata data e messa nel contesto di quello che ci dicono i dati. L’affermazione è infatti in linea con tre verità, che sappiamo tutti, e cioè che i Paesi sviluppati hanno bruciato finora più carbone e gas, quindi sono responsabili storicamente di una fetta più grossa delle emissioni. Tendenzialmente sono poi anche oggi, nel presente, quelli che bruciano di più con livelli di consumo più alti e sono infine anche quelli che potrebbero fare di più per bruciare di meno, nel senso che hanno più alternative e rinunciare, certe volte, non vuol dire rinunciare a una vita decente, ma significa semplicemente abbracciare un’altra alternativa.”

Seidisera del 14.11.2021 - La situazione del Paese descritta dal già professore SUPSI e oggi coordinatore economico per l'ONU in Madagascar
Seidisera del 14.11.2021 - La situazione del Paese descritta dal già professore SUPSI e oggi coordinatore economico per l'ONU in Madagascar
 

Aspetti che fanno capire come, oltre agli impegni politici degli Stati, nella lotta al cambiamento climatico conti anche il nostro impegno nei gesti quotidiani: “Sì, io credo che questo sia di fondamentale importanza e penso che sia anche quello che voleva in realtà dire la ministra del Madagascar e che peraltro dicono – forse con parole meno pesanti – moltissimi economisti e attivisti del clima, ovvero che spesso noi facciamo delle scelte che sono negative per l’ambiente. Ad esempio se io oggi dovessi andare da Milano a Roma e prendessi un aereo starei sbagliando, perché così consumerei molta più CO2 del necessario visto che esiste un’ottima alternativa che è il treno veloce.”

Verdolini si esprime infine anche sull’esito del discusso vertice di Glasgow: “Ovviamente c’erano pochissime aspettative, perché c’era e c’è moltissimo da fare così come c’erano passi importanti da compiere. Ma questa conferenza è stata rimandata di un anno e stiamo ancora cercando di uscire dalla pandemia e dalle sue conseguenze economiche. Detto questo poteva andare peggio, sono quindi soddisfatta dei progressi fatti, tanto più per il fatto che il dialogo continua. Se invece la domanda riguarda i risultati raggiunti, da economista del clima la risposta diventa un no, si poteva fare chiaramente di più.”  

RG-Müller/dielle
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