La Siria secondo padre Ibrahim

Homs: quartieri spettrali, case sventrate, sbriciolate per chilometri. Come ad Aleppo l'aviazione ha fatto terra bruciata.

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La messa nella Chiesa di San Francesco vede riuniti una trentina di fedeli. La comunità cristiana ha perso i 2/3 dei suoi membri in questi anni di guerra. Molte famiglie hanno trovato rifugio in Libano e soprattutto in Europa. Padre Ibrahim è la guida spirituale di chi ha avuto il coraggio di rimanere. Quando lo incontriamo alla fine della funzione religiosa, ci spiega quanto la Chiesa sta facendo nel campo dell'aiuto umanitario e della ricostruzione: distribuzione di cibo e acqua potabile, assistenza sanitaria, ricostruzione di case. La Chiesa predica il dialogo, svolge anche attività di mediazione fra le parti. Ma nel cruento conflitto non nasconde le sue preferenze e padre Ibrahim lo dice chiaramente: malgrado tutto, per noi cristiani l'opzione Assad è al momento la migliore.

Padre Ibrahim
Padre Ibrahim (RSI)
 

Lasciamo Aleppo per Homs, dobbiamo di nuovo imboccare la  deviazione lungo il corridoio orientale controllato dai governativi. Percorso a rischio malgrado le decine di checkpoint. Qui è là si sentono spari, un bus crivellato di colpi è lì da due giorni, i  passeggeri sono stati uccisi in un agguato, un blindato e il camion che lo trasportava giacciono bruciati sul ciglio della strada.

Resti carbonizzati
Resti carbonizzati (RSI)

Non lontano dalla strada a Salamya qualche ora prima un attacco dell'Isis fa una cinquantina di morti.

Entriamo a Homs da quartieri spettrali, case sventrate, sbriciolate per chilometri. Come ad Aleppo l'aviazione ha fatto terra bruciata.

 

Visitiamo anche Al Waar, dove in base a un accordo conciliazione e dopo 4 anni di assedio, i guerriglieri possono andarsene scortati verso la provincia di Idlib. Le loro famiglie possono rimanere. Era questo l'ultimo bastione in città  di quelli che vengono chiamati dal regime "i terroristi". Ma la guerra continua in periferia e nelle campagne.

L'evacuazione di Al Waar è comunque un flebile segnale di un cambiamento: lì vicino, all'entrata di una lunga fila di case ridotte a macerie, un campo giochi con una decina di bimbi che corrono sullo scivolo e si alternano sull'altalena. Nel centro storico è già iniziato il "dopo guerra": il programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) grazie anche a finanziamenti svizzeri, ha avviato la ricostruzione  del vecchio affascinante souk, il mercato che con le sue arcate di pietra nera ricorda i fasti e la ricca storia della città, prima che scoppiasse la grande guerra...

Il souk di Homs
Il souk di Homs (RSI)

Roberto Antonini e Paola Nurberg

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