Il presidente cinese Xi Jinping (Reuters)

"La più grave emergenza sanitaria"

Il presidente cinese Xi Jinping sull'epidemia di coronavirus ammette anche "lacune" nella risposta all'epidemia - Timori per l'economia mondiale dal G20 - La situazione nel mondo

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Il coronavirus è la più grave emergenza sanitaria che abbia colpito la Cina dalla fondazione del regime comunista nel 1949. Lo ha detto domenica il presidente Xi Jinping, riconoscendo anche delle "lacune" nella risposta all'epidemia.

Il Covid-19, che ha infettato quasi 77’000 persone in Cina e ha fatto più di 2’400 morti, "è una crisi, un grande test per noi", ha detto, secondo quanto riportato dalla televisione nazionale.

La Cina era già stata la culla nel 2002-3 di un'epidemia di SARS, che aveva ucciso circa 650 persone nel paese, Hong Kong compresa. In confronto, Covid-19 è "molto difficile da prevenire e controllare", ha detto il leader cinese a una riunione dei massimi dirigenti del Paese.

L'epidemia ha portato a un forte rallentamento dell'economia cinese. Xi Jinping ha riconosciuto che avrà "inevitabilmente un forte impatto sull'economia e sulla società", ma ha assicurato che dovrebbero essere "a breve termine" e gestibili.

Nel frattempo in Cina altri due medici sono morti nella provincia di Hubei: si tratta di Xia Sisi, 29 anni e gastroenterologa, deceduta questa mattina a Wuhan dopo aver contratto il virus nell'assistenza ai pazienti, e di Huang Wenjun, 42enne specializzato in medicina respiratoria in servizio presso lo Xiaogan Central Hospital.

Dal resto del mondo

Fuori dalla Cina finora ci sono stati più di 1'200 casi in 26 paesi, compreso il primo caso nel continente africano segnalato in Egitto. A destare le maggiori preoccupazioni sono le situazioni della Corea del Sud, con oltre 600 casi e 6 morti, dell’Iran (43 contagi e 8 morti) e quello dell’Italia (oltre 130 casi e 3 morti, vedi correlati). Il caso italiano desta preoccupazione in Europa, anche e soprattutto per l’assenza di una chiara storia epidemiologica, ovvero un legame con viaggi in Cina o con altri casi già confermati.

Dagli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha affermato che il virus è "sotto controllo negli USA". Trump ha pure lodato il presidente cinese Xi Jinping per la risposta all'epidemia: "Sta lavorando duramente”.

Da parte loro le autorità giapponesi riferiscono che altre 57 persone sono risultate positive al Covid-19 a bordo della nave da crociera Diamond Pricess, in quarantena nel porto di Yokohama. Salgono così a 691 i casi di contagio sulla nave.

Infine il G20 si è detto pronto ad adottare politiche per limitare l'impatto dell’epidemia sull'economia mondiale. Lo ho affermato il ministro delle finanze saudita Mohammad Al Jadaan al termine della riunione di Riad. "Il G20 è d'accordo nel continuare a monitorare i rischi del coronavirus ed è pronto ad adottare misure appropriate per limitarne l'impatto sull'economia globale".

Ma 14 giorni di quarantena bastano?

Stando al Governo dell'Hubei il periodo di incubazione del coronavirus potrebbe superare nettamente le due settimane di cui si è parlato fino ad oggi. L'affermazione si rifà al caso di un 70enne recatosi in visita dalla sorella, poi risultata positiva al virus, che ha sviluppato i sintomi dell'infezione e ne è risultato contagiato, solo 27 giorni dopo la sua visita nell'est della provincia cinese. Il caso per ora è unico, ma se si riproponesse metterebbe in dubbio l'efficacia delle misure di quarantena adottate fino ad oggi e che, come noto, si basano sulla convinzione che due settimane bastino ad escludere il contagio.

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ATS/AP/Reuters/dielle
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