Il telelavoro in spiaggia

TG 20 di sabato 29.05.2021

La spiaggia come ufficio

Molte località balneari si danno da fare per attirare una nuova categoria di lavoratori: i nomadi digitali

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Li chiamano nomadi digitali. Sono i lavoratori che girano il mondo lavorando da qualsiasi posto grazie ad internet. Una categoria di telelavoratori che la pandemia ha dilatato e che è diventata di grandissimo interesse per i responsabili del turismo di numerose località esotiche e balneari. Alcune si stanno trasformando per attirare nuovi residenti temporanei: persone desiderose di viaggiare, di girare il mondo, non stando in vacanza, ma vivendo come se fossero in vacanza pur lavorando. La crisi dei viaggi all'estero a causa delle restrizioni imposte contro il coronavirus ha coinvolti vacanzieri, ma ha stimolato a partire numerose altre persone che grazie all'abbondanza dell'offerta hanno trovato le condizioni ideali per staccare gli ormeggi e tentare una nuova avventura di vita.

Alla competizione partecipano in tanti. I nomadi digitali in genere non hanno grandi pretese. Cercano i luoghi che offrono un buon clima, occasioni di svago e una solida connessione internet. Gli europei sono attratti dalla capitale del Portogallo Lisbona, dalle isole Hawaii, dalle località costiere della Croazia, da Bali, dalla Grecia e dalle Canarie dove gli arrivi di telelavoratori dalla fine del primo lockdown sono in aumento del 10% al mese e stanno cambiando il panorama dell'arcipelago. "Il telelavoro esisteva già ma il Covid ha fatto fare un salto in avanti di 10 anni in pochi mesi, e noi ci siamo resi conto che c’è un’opportunità molto interessante e ci siamo voluti piazzare nel gruppo di testa", spiega alla RSI il responsabile della comunicazione di Turismo Canarias.

I telelavoratori hanno garantito interessanti entrate ai gestori di strutture disertate dall'abituale clientela. Il problema è cercare di convincerli a fermarsi un po' più del previsto. L'ingegnere informatico polacco Radek Dors che lavora per un'azienda danese si trova a Las Palmas e progetta di andarsene a settembre per il Sud Africa o il Madagascar. Lo sviluppatore elvetico Marc Wieland sogna l'Asia. Forse la Thailandia. O forse un altro paese. Poco importa. Purché il clima sia buono e internet veloce.

 
Diem/TG
Condividi