L'ira della gente in Minnesota

L'uccisione di un quarantenne di colore da parte di poliziotti bianchi scatena disordini a Minneapolis - Gli agenti coinvolti licenziati in tronco

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Ha suscitato vibranti proteste la morte avvenuta domenica, ma la notizia è trapelata ieri, martedì, di un afroamericano quarantenne a Minneapolis. L’uomo è deceduto dopo che un poliziotto gli ha tenuto un ginocchio sul collo per svariati minuti, soffocandolo.

L’ennesimo caso di violenza della polizia contro minoranze, in questo caso le persone di colore, ha scatenato la rabbia della gente. Nella città del Minnesota le forze dell’ordine hanno dovuto usare anche i gas lacrimogeni per disperdere le migliaia di manifestanti scesi in strada.

Quattro agenti sono stati licenziati in tronco e il sindaco della metropoli americana, Jacob Frey, ha dichiarato: "Quello che ho visto è terribile. Quell'uomo non avrebbe dovuto morire. Essere un nero in America non dovrebbe essere una sentenza di morte".

 

In un video amatoriale si vede uno di loro bloccare il quarantenne, che chiede aiuto poiché non riusciva a respirare. Il quarantenne aveva opposto resistenza alla polizia che lo stava controllando. "Per favore non riesco a respirare", si sente nel video e l’uomo implora più volte gli agenti ma invano, anche se visibilmente in sofferenza. Poi si vede arrivare un'ambulanza ma è troppo tardi. Morirà poco dopo.

Minneapolis, ancora proteste

Minneapolis, ancora proteste

TG 12:30 di giovedì 28.05.2020

 

ATS/EBU/EnCa
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