Assange in una foto del 2019
Assange in una foto del 2019 (keystone)

Londra conferma l'estradizione di Julian Assange

Via libera del Ministero dell'interno, ma rimane una possibilità di ricorso per evitare il trasferimento negli Stati Uniti

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La ministra dell'interno britannica Priti Patel ha dato il via libera all'estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. L'Home Office, come si chiama nel Regno Unito, lo ha reso noto oggi, venerdì. L'approvazione era ritenuta scontata dopo il verdetto pronunciato il 20 aprile dalla Westminster Magistrates Court. Un ricorso prima del trasferimento, entro il termine previsto di 14 giorni, è ancora possibile ed è già stato preannunciato da Wikileaks, che parla di "giorno nero per la libertà di stampa".

Priti Patel
Priti Patel (keystone)

  Secondo Londra, "i tribunali hanno stabilito che l'estradizione di Assange non sarebbe abusiva, né incompatibile con i suoi diritti umani, la libertà di espressione e il diritto a un processo giusto, e che sarà trattato in modo appropriato e tenendo conto delle sue condizioni di salute".

Il 50enne australiano si trova bloccato da 12 anni in Gran Bretagna: dapprima agli arresti, poi come rifugiato all'ambasciata dell'Ecuador e dal 2019 nuovamente in prigione. Negli USA rischia una pesantissima condanna per 18 diversi capi di accusa incluso lo spionaggio e in particolare per aver contribuito dal 2010 a diffondere documenti riservati su crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq e Afghanistan.

Ricorso negato per Assange

Ricorso negato per Assange

TG 12:30 di martedì 15.03.2022

 
Reuters/ATS/pon
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